Il dolore
«Le cose non stanno così» si difende l’indagato
Vive a Ponsacco l’uomo smascherato dai video girati dalla Guardia di Finanza Lavorava come centralinista al Provveditorato agli Studi di Pisa
PONSACCO. «Avete scritto anche troppo, voi giornalisti. C'è un'indagine, vedremo come andrà a finire. Non si può dire che ci vedo». Si chiama Matteo Caputo e abita a Ponsacco il sessantenne indagato dalla Guardia di Finanza per truffa ai danni dello Stato in quanto per anni, stando alle accuse, ha percepito una pensione come cieco assoluto senza averne diritto, in quanto cieco totale non è.
In passato il pensionato ha lavorato, grazie al fatto che era inserito nella lista delle categorie protette, come centralinista al Provveditorato agli Studi di Pisa.Nella cittadina del mobile molti lo hanno riconosciuto, non senza una certa meraviglia, dal passo e dalla flemma guardando le immagini del video pubblicato sul sito internet del nostro giornale.
Una storia che ha per protagonista l'uomo della porta accanto. Il cittadino comune, quello che tanti in paese conoscono come una persona con un disagio, come ipovedente ma non come cieco assoluto.
Il grave handicap a quanto pare risulta solo nella pratica ormai d'annata. Atti che risalgono alla fine degli anni Settanta quando l'uomo ha chiesto ed ottenuto una pensione come forma di risarcimento per una grave forma di neurite bilaterale ottica, un'infiammazione del nervo ottico, lamentata durante il servizio militare di leva. La stranezza di questa storia è data, oltre che dall’apparente costanza del protagonista nel dichiararsi cieco, anche dal fatto che l’uomo è passato davanti ad altre commissioni mediche per avere un lavoro. I vicini di casa non lo hanno mai visto uscire con l'accompagnamento o con il cane e l'ausilio di un bastone. E chi conosce l’ex centralinista ha sempre pensato che l'uomo fosse ipovedente. «Può capitare che non mi riconosca – racconta un conoscente – quando mi incontra per la strada. Se lo chiamo però allora saluta e viene verso di me. So che ha problemi alla vista ma non ho mai pensato che fosse cieco assoluto, credo che ci veda poco».
Noi, ieri mattina, dopo aver individuato con un buon margine di certezza il presunto falso cieco, siamo andati a trovarlo nella sua villetta a Ponsacco.
Porte e finestre chiuse facevano pensare che la famiglia fosse in ferie. La strada era deserta, sotto un sole a trenta gradi. Nel giardino davanti alla palazzina c'era però una macchina parcheggiata. Vi raccontiamo come è andata. Al primo suono del campanello la moglie risponde con voce gentile ma di chi capisce le ragioni della nostra visita.
Pochi istanti e Caputo esce sul terrazzo. Indossa una maglietta grigia. Niente occhiali, passo fermo. Ci guarda da lontano per niente intenzionato a raccontarci la sua verità. Sì, perché, e subito dopo lo spiega, le cose non sono come sembrano. Ora, lui per 35 anni è stato creduto cieco assoluto dal Ministero della Difesa e solo ora si scopre che ci potrebbe essere una verità diversa.
Lui è stato ripreso da telecamere nascoste mentre va a fare la spesa, al bar e anche al mercato settimanale del mercoledì. Oggi procura e Finanza sostengono che l’uomo non è cieco assoluto, confortati anche dall’esito della perizia di un consulente tecnico. In ogni caso tanti ponsacchini , e vari occhi attenti della Valdera, non hanno esitato a riconoscere nelle immagini diffuse dalla Guardia di Finanza (che però non ha fornito il nome dell’indagato) la piazza del mercato e la strada vicina al cimitero della città del mobile. «Non voglio parlare con i giornalisti – dice subito dopo Caputo – ci penserà il mio avvocato a chiarire la situazione. E vedrete che le cose stanno diversamente...». Moglie e figlia rincarano la dose e lo invitano a tornare in casa lasciando capire che seguiranno querele. Impossibile avere la versione dei fatti "vista" dalla parte del diretto interessato. «A noi è stato detto di non parlare, ci sono le indagini in corso», ribadisce la famiglia Caputo.
Intanto, l'ex centralinista è indagato e lo Stato gli chiede indietro circa 500mila euro della super pensione che in questi anni il Ministero della Difesa (credendolo cieco assoluto come stabilito al termine di una causa di servizio) non gli ha fatto mai mancare.
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