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Quella neurite ottica durante la leva

Quella neurite ottica durante la leva

Il dottor Marconcini: «Come ci cascano i medici? Se uno è un bravo simulatore può capitare»

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PONTEDERA. Il falso cieco quando era un ragazzo e facendo il servizio militare ha avuto - così almeno risulta da questa assurda storia - una neurite ottica bilaterale, un processo infiammatorio che interessa il nervo ottico. Una patologia che può portare (nei casi più gravi, anche se difficilmente, entrambi gli occhi hanno questo problema), ad un grave handicap.

La neurite ottica si presenta con disturbi della visione, come offuscamento dell’immagine, alterata percezione dei colori, accompagnati da dolore perioculare e al movimento dell’occhio. La maggior parte dei casi vengono risolti con le terapie a disposizione.

L’allora poco più che ventenne soldato, dopo la malattia, ha iniziato un procedimento per chiedere il riconoscimento della malattia come conseguenza del servizio prestato nell’esercito. Fino a farsi riconoscere una pensione privilegiata da più di duemila euro al mese.

Possibile che una neurite renda completamente ciechi? È la domanda che molti si saranno fatti. E noi lo abbiamo chiesto al primario di oculistica dell’ospedale Lotti di Pontedera, dottor Claudio Marconcini.

«Questa malattia in effetti in alcuni casi può portare alla cecità. Bisogna però capirne la gravità».

Come è possibile che per tanti anni quest’uomo sia riuscito ad ingannare i medici?

«Se è un bravo simulatore può capitare... D’altra parte non ci sono esami che diano una certezza massima su quanto una persona riesce a vedere o no. Ci sono tanti particolari, a cominciare da come uno si muove, che dovrebbero aiutarci a capire l’effettiva gravità dell’handicap. Ma se uno è bravo a recitare, al di là di quello che può essere l’esito degli esami, può davvero trarre in inganno». Il fatto che in Italia i falsi ciechi siano abbastanza frequenti fa pensare. Insomma non è facile trovare la medicina per chi marcia su questa disabilità. Certamente se uno è cieco non riacquista la vista tanto facilmente. Di conseguenza si può ipotizzare che il falso cieco non ha mai avuto un grave handicap come invece ha fatto credere per anni. «È una storia un po’ strana. Almeno a giudicare dalle poche informazioni che abbiamo è abbastanza difficile che una forma di neuropia così grave regredisca completamente. Al massimo ci sarà stato un miglioramento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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