Il Tirreno

Pontedera

Caccia ai complici in camice bianco

Caccia ai complici in camice bianco

I sanitari dichiararono la totale cecità dell’uomo, che poi venne assunto come centralinista in un ente pubblico

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Le indagini sul falso cieco scoperto dalla Guardia di Finanza circa tre mesi fa - anche se la notizia è stata resa pubblica ieri - vanno avanti. Si cerca di capire se, oltre a quelle del pensionato indagato, ci siano altre responsabilità da parte di medici, come ad esempio quelli che lo hanno visitato facenti parte della commissione militare alla fine degli anni Settanta. I sanitari hanno dichiarato la cecità totale dell’allora militare di leva, poi diventato centralinista in un ente pubblico dove è stato assunto dalle liste delle categorie protette. L’uomo abita in un paese vicino a Pontedera. Ha oggi circa 60 anni e si è da poco congedato dal lavoro. L’aspetto paradossale della vicenda non è dato solo dal fatto che l’indagato per sette lunghi lustri ha recitato la parte del cieco. In tutto questo tempo a nessuno è venuto in mente di verificare le carte firmate dalla commissione medica militare. Di fronte a una diagnosi di cecità totale a nessuno è venuto in mente di indagare se nel frattempo poteva esserci stato un... miracolo. Eppure lui, il falso cieco, non va in giro con il cane o il bastone. Se qualcuno non avesse informato la Guardia di Finanza di Pontedera oggi il falso cieco non farebbe parte di un lungo elenco di falsi invalidi che percepiscono pensioni e indennità senza averne alcun diritto.

Il falso cieco, come dicevamo, è stato indagato nei mesi scorsi e dopo avergli notificato l’avviso di garanzia il pubblico ministero della procura di Pisa che segue le indagini ha richiesto anche la perizia medica di un consulente proprio per cercare di saperne un po’ di più sull’effettiva capacità di vedere del sessantenne. Grande l’imbarazzo dell’indagato quando gli è stata strappata la maschera che ha indossato per circa 35 anni. Anche se lui, che è sposato e abita in Valdera da molti anni pur essendo originario del meridione, ha tenuto un doppio atteggiamento. Chi lo conosce sa che ha problemi di vista, che ha lavorato come membro di categoria protetta. Lo ha visto per anni spostarsi senza accompagnatore al seguito. Ora si scopre che il suo difetto visivo risultava assoluto solo sulle carte che erano state compilate quando nel 1977, dopo la malattia diagnosticata nel 1972, la commissione lo aveva dichiarato cieco e gli aveva concesso una ricca indennità mensile. Sull’identità dell’indagato, al quale sono state sequestrate alcune proprietà, si fanno mille ipotesi. Anzi, si è scatenata una sorta di caccia all’attore che ha usato una falsa disabilità per arricchirsi. Niente nome dell’indagato. La procura di Pisa non ha autorizzato la Finanza a rivelarlo per ragioni legate all’indagine.

Sabrina Chiellini

Altro servizio a pagina 7

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web