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Pontedera

Si sfiora la rissa per l’acqua della fonte

Si sfiora la rissa per l’acqua della fonte

Pomarance, la corsa ai rifornimenti scalda gli animi. Sos dagli agriturismi: un problema abbeverare gli animali

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POMARANCE. Se la pressione all’interno delle tubazioni dell’acquedotto pubblico scende, sale però il disagio tra i cittadini visto e considerato che da maggio non piove in maniera decisa. Nei giorni scorsi, alla sempre più affollata “fonte dell’acqua”, il principale punto di rifornimento idrico pubblico per il fabbisogno alimentare di Pomarance, un gruppo di cittadini ha sfiorato la rissa per motivi di precedenza nella lunga fila che era andata a formarsi.

La regola, e con essa l’educazione, vorrebbe che per cittadino toccassero circa sei bottiglie d’acqua al giorno. Le persone tuttavia non sempre sono inclini al rispetto delle regole, sia in situazioni di normalità tanto meno in previsione di una generale scarsità di risorse. Anche questa è una conseguenza della siccità. Vista poi anche la chiusura notturna dei rubinetti dettata dall’ordinanza comunale, è facile che qualcuno si faccia prendere dal panico. Per chi non ha una cisterna autonoma, nelle ore che vanno dalle 21 alle 8 può infatti diventare difficile anche provvedere all’igiene personale.

Lo scenario si fa ancor più pesante per le imprese agricole e gli allevatori della zona. «Dover abbeverare gli animali – spiega Pinuccio Pili, allevatore, titolare di un’azienda agricola locale – sta diventando un problema sempre più grosso, le riserve sono agli sgoccioli e i laghetti presenti sul nostro terreno sono ormai secchi, l’attrezzatura per la mungitura e i refrigeratori per tenere il latte in fresco hanno bisogno di una notevole quantità d’acqua per funzionare. Ci stiamo anche arrangiando ma adesso la situazione non è delle migliori. Sono anni che serve un invaso, di cui si parla sempre in tempi di siccità, e non se ne parla più dopo due gocce d’acqua». In vacanza poi, si sa, non si bada a quante docce si ha voglia di fare nell’arco di un’afosa giornata d’agosto, tra cliente ed albergatore valgono le categoriche leggi del mercato, così anche gli agriturismi si trovano a far fronte ad una richiesta idrica non risibile in tempi, come gli attuali, di asciutta magrezza. «Per fortuna abbiamo un deposito – dice Federico Bianchi, di un agriturismo della zona – ma in questo periodo, alta stagione, è a malapena sufficiente. Ogni anno puntualmente manca l’acqua, e noi gestori siamo costretti a fornire valide, quanto rocambolesche, spiegazioni ai nostri clienti». Un signore anziano in fila alla “fonte dell’acqua” commenta lapidario: se non hai un deposito – e in paese ce ne sono molti in queste condizioni, specie in centri storico – è un bel pasticcio.

Gianni Bianchi

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