Finanza
Ex Leoncini, avanza solo il degrado
La proprietà ha lasciato scadere la concessione del progetto di recupero. Il Comune potrebbe intervenire
PONTEDERA. Intonaci in bilico. Infissi cadenti. Grondaie mancanti o divorate dal tempo, dalla ruggine e soprattutto dall'incuria. Scarichi delle acque piovane direttamente sui marciapiedi. Il capannone, il cancello di ferro, i marciapiedi sconnessi, il palazzo spettro come di più non si può, sono ancora lì a dividere il retro abside del duomo di Pontedera da viale del Risorgimento. Nonostante gli annunci della proprietà tutto resiste e segna il degrado. Ed è un terribile colpo d’occhio pensando che a pochi metri dal vecchio magazzino Leoncini si staglia il capolavoro del pop firmato Enrico Baj.
A giugno di due anni fa lo storico annuncio: il via al piano di recupero. Dopo decenni di rinvii, discussioni e polemiche nell’estate 2010 la proprietà, i cugini Alessandro e Federico Leoncini, prevedeva l’apertura del cantiere: demolizioni e nuove costruzioni. Poi lo stallo, fino alla scoperta che adesso la concessione edilizia è scaduta. È questa l’unica certezza dopo la falsa partenza dello scorso anno. A primavera inoltrata, erano partiti i lavori per demolire il capannone e bonificare il tetto in eternit. Ma poi ci si è limitati alla sola bonifica. «Cominciamo a fare i lavori che ci sono consentiti dalla concessione edilizia», aveva confermato Alessandro Leoncini. Invece, si è tornati all’inerzia.
Per aggirare la disattenzione dei cugini Leoncini potrebbe intervenire il Comune, salvo poi rimettere il conto ai proprietari. A confermarlo indirettamente c'è anche una recente ordinanza firmata dal sindaco Simone Millozzi sulla base della quale i proprietari di terreni e immobili a ridosso delle strade pubbliche devono effettuare la necessaria manutenzione entro il prossimo 30 settembre. In caso di inadempienze, fioccheranno multe abbastanza salate.
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