Il Tirreno

Pontedera

Ex Leoncini, avanza solo il degrado

di Manolo Morandini
Ex Leoncini, avanza solo il degrado

La proprietà ha lasciato scadere la concessione del progetto di recupero. Il Comune potrebbe intervenire

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PONTEDERA. Intonaci in bilico. Infissi cadenti. Grondaie mancanti o divorate dal tempo, dalla ruggine e soprattutto dall'incuria. Scarichi delle acque piovane direttamente sui marciapiedi. Il capannone, il cancello di ferro, i marciapiedi sconnessi, il palazzo spettro come di più non si può, sono ancora lì a dividere il retro abside del duomo di Pontedera da viale del Risorgimento. Nonostante gli annunci della proprietà tutto resiste e segna il degrado. Ed è un terribile colpo d’occhio pensando che a pochi metri dal vecchio magazzino Leoncini si staglia il capolavoro del pop firmato Enrico Baj.

A giugno di due anni fa lo storico annuncio: il via al piano di recupero. Dopo decenni di rinvii, discussioni e polemiche nell’estate 2010 la proprietà, i cugini Alessandro e Federico Leoncini, prevedeva l’apertura del cantiere: demolizioni e nuove costruzioni. Poi lo stallo, fino alla scoperta che adesso la concessione edilizia è scaduta. È questa l’unica certezza dopo la falsa partenza dello scorso anno. A primavera inoltrata, erano partiti i lavori per demolire il capannone e bonificare il tetto in eternit. Ma poi ci si è limitati alla sola bonifica. «Cominciamo a fare i lavori che ci sono consentiti dalla concessione edilizia», aveva confermato Alessandro Leoncini. Invece, si è tornati all’inerzia.

Per aggirare la disattenzione dei cugini Leoncini potrebbe intervenire il Comune, salvo poi rimettere il conto ai proprietari. A confermarlo indirettamente c'è anche una recente ordinanza firmata dal sindaco Simone Millozzi sulla base della quale i proprietari di terreni e immobili a ridosso delle strade pubbliche devono effettuare la necessaria manutenzione entro il prossimo 30 settembre. In caso di inadempienze, fioccheranno multe abbastanza salate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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