Sicurezza
Raccolta firme per lo sportello immigrati
Il servizio è chiuso da oltre due anni, la popolazione si mobilita. Stop anche al servizio Informagiovani
CASTELNUOVO. Raccolta firme per la riapertura dello sportello immigrati a Castelnuovo, chiuso circa due anni e mezzo fa. Mentre per la chiusura dello sportello Informagiovani, che non verrà ripristinato, nessuno ancora si è mosso.
Attualmente, in merito alla petizione, che conta circa 180 firme, presentata al Comune già dal marzo scorso grazie ad un’iniziativa nata spontaneamente da un gruppo di cittadini sia nativi che migranti, il governo comunale non ha ancora deciso sul da farsi. Vale forse la pena ricordare che Castelnuovo è uno dei comuni della provincia con la più alta concentrazione di immigrati. E, inoltre, che un immigrato per risiedere regolarmente in Italia è obbligato a rinnovare costantemente il permesso di soggiorno, se ciò non avviene la sua condizione passa da regolare a irregolare, per cui clandestina. Per rinnovare il suddetto permesso, per ogni straniero presente sopra i 14 anni, c’è un costo che varia dalle 160 alle 280 euro.
Nella maggior parte dei casi un immigrato regolare si trova di fronte ad una serie di moduli la cui compilazione è estremamente difficoltosa se non si possiedono conoscenze precise in materia. Ne consegue che uno dei motivi per cui gli uffici pubblici, quali le questure e gli uffici postali, impegnati nel disbrigo delle succitate pratiche, sovente si inceppano, subissati da documentazione compilata in maniera erronea. Considerando che il 17% circa della popolazione del Comune è formato da migranti, che spesso non hanno una conoscenza approfondita di legislatura italiana in materia di immigrazione, anche all’interno di un territorio come la Val di Cecina, solitamente etichettato come “periferico”, il rapporto tra cittadini indigeni e cittadini non nativi, questi ultimi e istituzioni, nondimeno organismi economico-sociali, è dunque un fatto importante.
«Lo sportello immigrati era un osservatorio che, oltre che fungere da utilissimo strumento amministrativo per i disbrigo delle pratiche inerenti al permesso di soggiorno, poteva essere un punto di partenza per una seria politica sull’immigrazione – afferma Ledio Popllo, vicepresidente dell’associazione “Welcome in Val di Cecina – Onlus”, studente e studioso presso la facoltà di Scienze sociali dell’Università di Pisa - conoscere la provenienza, le richieste e i problemi, le opportunità che ogni immigrato porta con sé aiuta a creare un legame di fiducia tra Comune e immigrato, il Comune stesso è in grado di garantire così più sicurezza perché conosce più a fondo il fenomeno e può colpire laddove esistono fenomeni malavitosi o sacche d'illegalità. Lo sportello era un valido ponte, un ottimo collegamento tra ospite e ospitante».
Gianni Bianchi
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