Il Tirreno

Pontedera

«Non ci ha messo la faccia ma non avrà sanzioni»

di Manolo Morandini
«Non ci ha messo la faccia ma non avrà sanzioni»

Bientina, il sindaco Guidi dopo il fuoco di polemiche dà un segnale distensivo Sfida al sindacato: quello serio deve occuparsi di difendere i lavoratori onesti

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BIENTINA. Un segnale distensivo. Passata la rabbia e liberato lo sfogo sulla tribuna mediatica di Facebook il sindaco di Bientina Corrado Guidi prova a chiudere il vortice delle polemiche in cui si è tirato scrivendo il post in cui se la prendeva con un dipendente comunale per l’errore nella compilazione nel testo di una delibera. Uno sbaglio che per essere rimediato ha costretto il primo cittadino a convocare il consiglio comunale il 12 agosto. «Non ci sarà alcun provvedimento disciplinare a carico del dipendente», garantisce Guidi.

Eppure quello sfogo lanciato dalla sua pagina Facebook se gli è valso qualche voce di sostegno ha soprattutto attirato gli strali dei sindacati e di molti cittadini. «Il sindacato fa bene a difendere i lavoratori ma non deve difendere tutti ma solo quelli onesti, leali e seri, perché non siamo tutti uguali – afferma il sindaco di Bientina –. Il mio è stato uno sfogo, ma un sindacato serio non può perdere tempo a difendere chi non lavora. Per fare il consiglio comunale diversi consiglieri dovranno rientrare dalle ferie. Saranno comunque garantiti il numero legale e la maggioranza per far passare il testo corretto».

Due giorni di dibattito serrato su Facebook. E Guidi che armato di tastiera dopo le prime risposte a tutti ha scelto di rivolgersi a ciascuno dei commentatori sulle loro pagine personali. «Ci tenevo a far passare l’intento del mio sfogo – sostiene Guidi –. L’arrabbiatura non è certo per le ferie rovinate. Quest’anno con la mia famiglia abbiamo scelto di non farle».

Non ci sta il sindaco a far passare le stanze del municipio come un ambiente ostile, in cui è difficile lavorare. «Sulla mia scrivania arrivano molti curricula di persone che vogliono venire a lavorare a Bientina, ma non c’è nessun dipendente che vuole andarsene». E cita i livelli di premio produttività e il livello del fondo variabile che viene ripartito tra i dipendenti «assicurando in media mille euro in busta in pià a ciascuno». Poi ricorda il recente successo elettorale che lo vede impegnato nel suo secondo mandato con un consenso che supera l’80% dei voti. «Un risultato che da sempre condivido con i miei collaboratori ma che devo anche alla qualità del lavoro dei dipendenti comunali».

Oltre il caso resta il tema lanciato da Guidi. «In questi tempi straordinari tutti dobbiamo ripensare il nostro ruolo in questa società. E questo lo si può fare se non ci si barrica dietro quelle condizioni che nel tempo hanno creato alcuni privilegi ma solo per qualche lavoratore».

«Facebook lo uso spesso ed essendo la mia pagina personale ho scelto di postarvi lo sfogo di uno stato d’animo. Se avessi voluto altrimenti poteva scattare la sanzione disciplinare, ma sono convinto della buona fede del dipendente che ha lavorato con un po’ di distrazione». Il risvolto della rabbia è nei modi in cui Giudi ha saputo dell’errore. «A segnalarlo è una lettera del Ministero, ma chi l’ha ricevuta non si è preoccupato di dirlo a me o al segretario comunale. E questo mi ha fatto infuriare perché lo sbaglio ci può stare ma l’autore doveva metterci la faccia, come io faccio da sempre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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