Finanza
Visitato due volte, alla fine muore
I familiari di un pensionato chiedono di far luce sui soccorsi
CASTELNUOVO VALDICECINA. «Vogliamo capire, temiamo che nostro padre sia morto per colpa di troppa superficialità». Franco, Barbara e Cinzia Cavicchioli non si danno pace per quanto è accaduto al padre Francesco, morto venerdì 29 luglio all’ospedale di Portoferraio (nella foto) per un arresto cardiaco, dopo che - per due volte - era stato visitato dalla guardia medica. L’uomo, nato a Castelnuovo Valdicecina, aveva 67 anni ed era affetto da tempo da diabete, monitorato costantemente dal medico di famiglia.
Il 25 luglio scorso - raccontano i familiari – Cavicchioli si è sentito male, accusando dolori agli arti e al torace. Alle 22.30 la famiglia ha chiesto l’intervento della guardia medica, a cui la famiglia Cavicchioli ha rappresentato il quadro clinico di Francesco. «La diagnosi del medico consisteva in una “poliartrite acuta” – dicono i figli – gli hanno somministrato un intramuscolo cortisonico. Nonostante le nostre richieste i dolori agli arti, al torace e sotto la nuca non sono stati approfonditi».
Nei due giorni successivi Cavicchioli, seppur indolenzito, è tornato alla vita normale, fino al peggioramento per l’acutizzarsi degli stessi disturbi, con la nuova chiamata, stavolta al 118. «L’ambulanza è arrivata qualche minuto più tardi – spiegano – nostro padre diceva che non ci vedeva e aveva dolori al petto». I familiari raccontano di aver chiesto, invano, il trasferimento al pronto soccorso, fino alle 3.40, quando sul posto è arrivata la guardia medica. «In quell’occasione è stato diagnosticato a nostro padre vertigini e cervicalgia», spiegano. La mattina seguente la situazione è peggiorata, tanto che la famiglia, con il padre ormai in condizioni critiche, ha richiesto di nuovo l’intervento di un’ambulanza. «È stato portato con urgenza all’ospedale, dove è morto intorno alle 10 per arresto cardiaco». I figli di Cavicchioli lamentano, durante tutte le fasi precedenti al tragico epilogo, carenze del sistema di soccorso. «Vogliamo capire con esattezza come sono andate le cose – affermano – e siamo intenzionati ad andare sino in fondo». E proprio per far luce sulla vicenda la famiglia Cavicchioli ha preparato un documento, inviato all’Ordine dei medici di Livorno, al responsabile del 118 Francesco Genovesi e al sindaco di Campo Vanno Segnini anche se, per il momento, non è stata presentata una denuncia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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