Montopoli mette le mani avanti per i tagli agli uffici
MONTOPOLI. Anche il consiglio comunale di Montopoli si schiera compatto contro i tagli annunciati da Poste Italiane. Una posizione giocata d’anticipo, dato che il territorio montopolese, almeno per...
MONTOPOLI. Anche il consiglio comunale di Montopoli si schiera compatto contro i tagli annunciati da Poste Italiane. Una posizione giocata d’anticipo, dato che il territorio montopolese, almeno per ora, sembra non avere sportelli destinati alla soppressione, come annunciato invece per Orentano e La Serra, nonostante le indiscrezioni, all’inizio, avessero puntato il dito sull’ufficio di Castedelbosco.
«Abbiamo voluto mettere le mani avanti per salvaguardare le nostre strutture, molte di piccole dimensioni – spiega il sindaco Alessandra Vivaldi -, dato che solo lo scorso anno l’ufficio di Marti fu ridotto da 6 a 4 mattine di apertura senza alcun preavviso».
Il consiglio, quindi, ha votato all’unanimità una mozione presentata dal gruppo Pd, nel quale si sottolineano le «criticità che si verrebbero a creare con la chiusura di uffici nelle aree e nelle frazioni più marginali, con conseguenti gravi disagi alla popolazione dei centri minori, in particolare agli anziani, che si troverebbero a non poter fruire di servizi essenziali come la riscossione della pensione o il pagamento delle bollette, e quindi costretti a frequenti e difficili spostamenti». La mozione sottolinea anche come «le politiche di razionalizzazione di Poste abbiano già creato ripetute e crescenti segnalazioni di disservizi, in merito al recapito della corrispondenza e all’efficienza degli sportelli», destinati a crescere con l’annunciata «chiusura del centro meccanografico di Ospedaletto e la conseguente perdita di 130 posti di lavoro». Il documento, quindi, impegna il sindaco «a promuovere, nelle sedi opportune, tutte le azioni necessarie al mantenimento di un servizio essenziale e a sollecitare Poste a non procedere alle chiusure senza un previo confronto con le amministrazioni locali». «Gli uffici del nostro territorio sono tutti in attivo – aggiunge Vivaldi – e lavorano molto anche nel campo dei servizi bancari. Questi tagli sono incomprensibili. Che nessuna si illuda di sostituire il servizio postale con la posta elettronica certificata, perché molte zone, come Marti nel nostro caso, non sono ancora coperte dall’Adsl». (g.p)
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