Sicurezza
Tutti uniti contro Poste Italiane
Castelfranco: maggioranza e opposizione pronte a proteste anche clamorose per difendere gli uffici
CASTELFRANCO. L’obiettivo è stabilire subito un contatto con la direzione di Poste. Viceversa scatterà la mobilitazione. «Anche in forme clamorose», annuncia il vicesindaco Gabriele Toti. Appare concreto il rischio di una chiusura definitiva per almeno uno degli uffici postali nelle frazioni di Castelfranco. La scure dei tagli annunciati da Poste, inizialmente, aveva indicato Villa Campanile tra gli sportelli destinati alla soppressione, poi sostituito con Orentano nella più recente lista dei 18 uffici della provincia indirizzati a chiusura. In un quadro ancora poco chiaro, quindi, la sensazione è che almeno una delle due frazioni sarà sacrificata.
Il consiglio comunale, riunito martedì sera, si è schierato all’unanimità su un unico documento che ha fuso assieme le mozioni presentate da Pd e Pdl. «Nonostante le notizie apparse in questi giorni – si legge – non è pervenuta nessuna comunicazione ufficiale, né una risposta ad una nostra nota in merito. Risulta quindi inspiegabile e censurabile l’assenza di un confronto tra Poste Italiane e la nostra amministrazione. I tagli prospettati produrranno un notevole peggioramento delle attività offerte, con grave danno ai cittadini e una perdita di posti di lavoro. Poste Italiane è società per azioni interamente pubblica, che sembra aver virato in una visione esclusivamente aziendalistica, facendo venir meno l’impronta pubblica del servizio».
L’ufficio di Orentano, ricorda la mozione, ha sede in un edificio di proprietà di Poste, «realizzato da pochi anni con un investimento della stessa azienda». Nel caso di Villa Campanile, invece, la totale assenza di uffici bancari, rende ancora più rilevante il servizio dalla posta, «dove molti cittadini – sottolinea la mozione – si recano per depositare i risparmi e compiere operazioni finanziarie». Il documento, quindi, impegna il sindaco e la giunta, «a proseguire tutte le azioni necessarie al mantenimento di un servizio essenziale, contrastando la chiusura dei due uffici», nonché ad «operare in sinergia con gli altri Comuni, la Provincia e le associazioni sindacali, per richiedere un incontro urgente all’azienda». «Vogliamo stabilire un contatto – dice il vicesindaco Toti – perché tra i cittadini la preoccupazione è forte. Parliamo di due uffici che lavorano molto anche sul servizio bancario, soprattutto nel caso di Villa Campanile. In futuro molte persone si ritroverebbero costrette a spostarsi all’ufficio di Altopascio. Il piano dei tagli, inoltre, non è neppure giustificato da ragioni economico-finanziarie, dato che in base all’ultimo bilancio Poste ha realizzato utili per 847 milioni. Intanto, quindi, chiediamo un incontro urgente, altrimenti saremo pronti a qualunque tipo d’iniziativa, anche clamorosa». I tagli nel servizio postale arriveranno in discussione anche nel consiglio comunale di Montopoli, in programma domani. A San Miniato, invece, il Pd sta promuovendo una raccolta firme contro la chiusura dello sportello a La Serra e il dimezzamento dell’orario d’apertura a Ponte a Egola.
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