Attenzione
Solvay, un sistema Gps contro le subsidenze
VOLTERRA. Sistemi di rilevamento Gps per la valutazione delle subsidenze. È quanto emerso dalla prima riunione tecnica sull’accordo di programma per la Solvay che si è svolta l’altro giorno in...
VOLTERRA. Sistemi di rilevamento Gps per la valutazione delle subsidenze. È quanto emerso dalla prima riunione tecnica sull’accordo di programma per la Solvay che si è svolta l’altro giorno in Regione, a cui, tra l’altro ha partecipato anche il sindaco di Pomarance Loris Martignoni.
Un incontro a cui ne seguirà un secondo sulla risorsa idrica e un terzo sugli scarichi nel mare di Rosignano da parte della multinazionale belga.
È la procedura indicata dalla Regione che ha impostato il lavoro per l’accordo di programma in due direzioni: da un lato il tavolo tecnico sui vari argomenti più importanti dell’intera vicenda, dall’altro quello istituzionale che raccolga politicamente le indicazioni degli “esperti” e produca, appunto, il documento finale.
Le subsidenze, intanto, rappresentano un problema locale, ma delicato perché coinvolge la popolazione di Saline di Volterra.
La discussione fra i tecnici degli enti e delle società coinvolte nell’accordo di programma ha portato a riconoscere la necessità di avere dati inconfutabili in mano e sui cui valutare il quadro complessivo. «Ci siamo accorti che ogni soggetto che si occupava dell’estrazione mineraria di Solvay in Valdicecina citava dati diversi tra loro – racconta Ugo Ricotti, consigliere di minoranza della lista Sinistra per Montecatini e presidente dell’Osservatorio sulle imprese dell’Unione dei Comuni – e questo ha incartato per anni ogni decisione. Ecco, servono dati e quindi sistemi di rilevamento condivisi e riconosciuti da tutti. Così come serve un unico soggetto controllore che non può che essere l’ente minerario».
Gli strumenti sono già indicati nella Valutazione d’impatto ambientale con cui la conferenza dei servizi della Regione ha dato il via libera al rilascio delle concessioni minerarie.
A queste, però, il tavolo tecnico ha proposto d’introdurre anche strumentazioni dotate di Gps, in modo da avere un quadro complessivo più nitido e attendibile.
«Abbiamo discusso anche del limite oltre il quale Solvay non può effettuare le coltivazioni minerarie nei dintorni di Saline – ha aggiunto Ricotti – perché serve un segnale significativo nei confronti degli abitanti della zona. In teoria, la concessione comprende anche l’abitato. In pratica, esiste un limite di 200 metri dalle case periferiche. Se riuscissimo ad aumentare questa distanza saremmo davanti a un’apertura importante da parte di Solvay nei confronti dei salinesi».
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