Il Tirreno

Pontedera

caccia alla banda

Bombola di gas come segnale e poi arriva lo spacciatore

PONTEDERA. Occhi e orecchie all’erta per cogliere con le mani nel sacco la banda di albanesi che, nella zona delle campagne proprio alle porte di Pontedera, ha architettato un piano originale per...

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PONTEDERA. Occhi e orecchie all’erta per cogliere con le mani nel sacco la banda di albanesi che, nella zona delle campagne proprio alle porte di Pontedera, ha architettato un piano originale per spacciare cocaina senza farsi notare dalle forze dell’ordine.

Una bombola del gas sul ciglio della strada come segnale di riconoscimento per gli acquirenti, un componente del gruppo che esce allo scoperto, “pulito”, e chiama al cellulare il compratore per capire se ci sono “divise” al seguito.

Se tutto fila liscio lo spacciatore prende i soldi dovuti e poi si ritira nei cespugli dietro alla bombola.

Sono puntati su questa attività di spaccio “con destrezza” gli occhi dei carabinieri di Pontedera, all’interno dei loro quotidiani controlli per prevenire e contrastare il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti.

E le antenne sono dritte anche rispetto a una situazione segnalata in fondo a via Savonarola, su quelle scalette che portano alla Tosco Romagnola, dove sembrano esserci giri loschi, sempre di spaccio.

Sempre grazie al controllo delle forze dell’ordine, l’altro ieri è stato arrestato un 23enne senegalese residente a La Rotta mentre cedeva una dose di cocaina a un 35enne di Pontedera, lungo la Tosco Romagnola. In tasca lo spacciatore aveva altri 5 grammi di sostanza stupefacente, che , una volta venduta, sul mercato vale qualcosa come 300 euro.

Il giovane, finito al carcere Don Bosco di Pisa, aveva precedenti per spaccio e non era neppure in regola con il permesso di soggiorno. (f.s.)

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