Sicurezza
«Non si arrendeva a quel lavoro precario»
TERRICCIOLA. La Fillea Cgil di Pisa è vicina alla famiglia del padre di due figli che l’altro giorno si è tolto la vita a 49 anni, impiccandosi nel giardino di fronte al municipio, dopo che si era...
TERRICCIOLA. La Fillea Cgil di Pisa è vicina alla famiglia del padre di due figli che l’altro giorno si è tolto la vita a 49 anni, impiccandosi nel giardino di fronte al municipio, dopo che si era sfogato in un incontro con il sindaco sul fatto che non riusciva a trovare un lavoro stabile.
«Si tratta dell’ ennesima vittima – fa notare la Fillea Cgil – di una crisi economica che, anche in provincia di Pisa, sta facendo sentire sempre di più i suoi effetti drammatici sulle persone e sul tessuto produttivo. Quell’uomo che ha deciso tragicamente di farla finita lo ricordiamo come una persona umile e pacata; da qualche mese l’azienda dove lavorava lo aveva posto in cassa integrazione a zero ore, avevamo chiesto al titolare dell’azienda di effettuare quantomeno una rotazione tra i vari lavoratori, facendolo lavorare qualche settimana al mese, ma senza risultato. Nel frattempo, lui non si era arreso, cercava altre soluzioni, chiedeva alle istituzioni, ai sindacati, a quanti potevano avere qualche strumento a disposizione di dargli una mano, così come fanno centinaia di lavoratori che ogni giorno si trovano ad affrontare situazioni difficili. Purtroppo, non ha retto alla prospettiva di un futuro sempre più incerto e precario; su questo vorremmo che si aprisse una riflessione a voce alta che coinvolga tutti i soggetti politici, istituzionali ed economici, affinché si utilizzino tutti gli strumenti a disposizione perché le conseguenze sociali della perdita di un posto di lavoro o comunque della cassa integrazione non pesino sulle spalle dei più deboli. A volte, insieme agli strumenti e alle leggi ci vorrebbe, secondo noi, anche un po’ di sensibilità».
Da Pisa la Cgil ribadisce di trovarsi di fronte ad un ulteriore incremento dei licenziamenti e delle casse integrazioni e «se non si instaurano collaborazioni sempre più sinergiche tra parti sociali e istituzioni, la situazione rischia di degenerare anche in zone come la Valdera, dove ad esempio l’edilizia è stata sempre un punto di ricchezza e di forza».
«Il problema – conclude la Cgil – resta far ripartire l’economia, ma in questo Paese si continua sulla strada delle politiche depressive e inique. La nostra organizzazione, come ha sempre fatto, si mette a disposizione in un rapporto con le istituzioni affinché questi gravi episodi non vengano ulteriormente sottovalutati. Ci dobbiamo sentire tutti coinvolti, tentando di dare risposte concrete e immediate alle persone e alle famiglie più deboli ed esposte alla crisi economica e sociale. Per questo ci sentiamo in dovere di impegnarci sempre di più perché quello che è successo all’operaio di Terricciola non si abbia più a ripetere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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