Il Tirreno

Pontedera

Muore all’ospedale dopo il soccorso con l’autoscala

Muore all’ospedale dopo il soccorso con l’autoscala

Pesava 140 chili e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per farlo passare in barella dal terrazzo. Ucciso da un infarto

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PONTEDERA. Pierluigi Fiori, 60 anni, non ce l’ha fatta. È morto dopo circa un’ora che era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Lotti di Pontedera. Per soccorrere il pensionato disabile da circa 4 anni per le conseguenze di una brutta caduta che lo aveva privato dell’uso delle gambe, il 118 di Pisa ha mobilitato anche i vigili del fuoco di Cascina. Gigi, come tutti lo chiamavano, pesava 140 chili, era molto difficile da aiutare, non poteva essere trasportato sulla barella passando dalle scale della sua casa a Santa Lucia di Pontedera.

Troppo disagevoli quegli scalini che lo separavano dall’ambulanza, ma non c’era tempo da perdere. Il cuore di Pierluigi era andato in arresto. Il medico del 118, chiamato dai familiari e da un’amica dell’uomo, poco dopo le 18, era riuscito, aiutato dai volontari dell’emergenza sanitaria, a rianimarlo. Avevano fatto tutto il possibile per salvare il disabile e affidarlo ai vigili del fuoco di Cascina, che lo hanno trasportato su una barella spinale, con l’intervento di un’autoscala, facendolo passare da un terrazzo al primo piano dell’edificio in via della Pace. Il sessantenne, alla fine dell’intervento, respirava, anche se era intubato e la situazione era disperata. Nonostante la rapidità dei soccorsi, per l’uomo non c’è stato niente da fare e alle 21,35 è morto. Oggi alle 15,30 si svolgerà il funerale nella chiesa di Santa Lucia.

Carola, un’amica di famiglia che ha seguito il pensionato in questi ultimi e difficili anni di vita, ringrazia quanti sono intervenuti, dal dottore ai volontari, che si sono prodigati «fino all’ultimo per salvare una vita umana». La donna aggiunge: «Sono rimasta colpita per la sollecitudine, l’organizzazione, per il loro modo garbato di rivolgersi al malato, per la loro perizia, per la calma, la dolcezza e il loro sorriso, anche nei casi più estremi, anche quando diventa davvero difficile sorridere. Una organizzazione meravigliosa, che dà a tutti, ma specialmente agli anziani, la serenità davanti ad un malore improvviso». I soccorritori hanno provato a portarlo giù dal primo piano di una casa antica senza ascensore, poi hanno chiamato i vigili del fuoco conn l’autoscala. Intanto, erano le 21 e dopo due ore di attività frenetiche e tre arresti cardiaci è arrivato l’ok del dottore». Quindi la corsa verso il reparto di rianimazione. «Santa Lucia era tutta lì – racconta la donna – ad assistere all’estremo tentativo. Ma poi Gigi ci ha lasciato, addio amico mio».(s.c.)

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