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Pontedera

Morti per leucemia escluse dall’Asl 11 le cause ambientali

Morti per leucemia escluse dall’Asl 11 le cause ambientali

Lo studio illustrato in anteprima alla conferenza dei sindaci L’Azienda sanitaria: «Nessuna situazione fuori dalla norma»

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SAN MINIATO. In alcune zone si muore di più ma non se ne conoscono ancora le cause. È quanto emerge, al di là della complessità, dall’atteso studio epidemiologico sulle neoplasie del sistema emolinfopoietico, le leucemie, nel territorio dell’Asl 11. Una ricerca complessa, avviata tre anni fa, e che l’Azienda sanitaria ha presentato alla conferenza dei sindaci escludendo una comune causa ambientale all’origine delle morti.

Lo studio. Ad illustrare dei risultati è il dottor Gabriele Mazzoni, direttore dell’unità operativa di Igiene e sanità pubblica, che sottolinea «la complessità delle patologie oggetto d’indagine. Esse infatti riconoscono una molteplicità di agenti causali (di ordine ambientale, biologico e comportamentale nonché genetico), che spesso agiscono in concomitanza e in sinergia, rendendo difficile o impossibile l’individuazione della singola causa. Spesso le patologie emergono dopo esposizioni molto lontane negli anni e pertanto difficili da ricostruire». Che aggiunge: «Lo studio ha riguardato la mortalità che non sempre è in linea con l’andamento della malattia (anzi a volte può anche aumentare mentre la malattia diminuisce di frequenza) potendo essere indicativa anche di un problema nelle cure disponibili».

La dottoressa Maria Grazia Petronio, direttore dell’unità operativa Ambiente e salute illustra invece come è stato svolto il lavoro che ha visto il concorso di esperti del Cnr di Pisa, Arpat, Istituto tumori di Firenze (ISPO), della facoltà di biologia dell’Università di Pisa e della Regione. «Le analisi condotte sono state rivolte a verificare se nei comuni dell’Azienda Usl 11 si siano verificati eccessi di mortalità e di incidenza per i tumori maligni del sistema emolinfopoietico e se nei comuni (o nelle aree) in cui si sono verificati presunti eccessi siano stati presenti eventuali fattori di rischio ambientale/occupazionale».

La ricostruzione. Il lavoro di ricostruzione dei dati ha richiesto tempo. Tra i nodi la costruzione di un archivio Asl di incidenza delle neoplasie del sistema emolinfopoietico per supplire alle carenze del Registro tumori della Regione. Inoltre, la ricostruzione della storia residenziale dei casi individuati e la loro collocazione su una mappa geografica in formato elettronico, la ricostruzione storica e geografica della presenza sul territorio di possibili cause ambientali che sono indicate dalla letteratura per avere una relazione con le patologie oggetto dell’indagine.

I risultati. Le informazioni rese disponibili dalle analisi permettono di osservare un quadro complessivo in linea con i riferimenti esterni all’area di interesse, ed alcuni segnali degni di attenzione con riferimento ad alcuni scostamenti  di mortalità e di incidenza per patologie maligne del sistema emolinfopoietico, tenendo presente che è l’incidenza a rappresentare più propriamente il fenomeno.

Nel dettaglio, a Montopoli tra le donne risulta in eccesso la mortalità per leucemie mieloidi negli anni 2000-2008 (7 osservati, di cui 5 nel 2004-2008, e 1,8 attesi) in  tutte le classi di età e specialmente in quelle giovani, mentre non risulta in eccesso l’incidenza. Tra gli uomini risulta elevata la mortalità per leucemie linfatiche nel periodo 2004-2008 (1,6 attesi e 5 osservati nel periodo 200-2008 di cui 4 nel 2004-2008). L’incidenza risulta in eccesso per tutte le leucemie nel 2004-2008 nella fascia di età 0-34 (osservati 4 contro 0,5 attesi) e anche par le leucemie linfatiche (3 osservati contro 0,4 attesi) mentre questo innalzamento dei valori non si riscontra nei periodi precedenti. E tra gli uomini residenti a Santa Croce si evidenzia un eccesso di incidenza di leucemie nel 2004-2005 (casi 4 volte superiori all’atteso, basato su 8 casi osservati).

I rischi. In tutto il territorio di competenza dell’Asl 11 tra le donne risulta elevata, solo nel periodo 2004-2008, la mortalità per leucemie acute mentre nel 1999-2003 i valori erano inferiori alla media regionale. E se l’analisi per microaree (porzioni di territorio sub comunali) ha evidenziato che tali eccessi sono riconducibili a talune di queste aree. Ma in generale si osserva che il numero delle postazioni radio Tv, radio base e la presenza delle linee ad alta tensione è simile tra le aree con eccessi di tumori e quelle senza eccessi.

Le analisi. Le analisi hanno richiesto la ricostruzione dei fattori di pressione ambientale riconducibili agli inquinanti che potevano avere una relazione con le patologie prese in considerazione (benzene, radiazioni non ionizzanti, solventi, pesticidi), con la raccolta dei dati disponibili nel tempo e la loro elaborazione per i diversi comuni. Si è così fornito un profilo sulla situazione pregressa e su quella attuale e sui cambiamenti avvenuti negli anni, mettendo in evidenza una distribuzione eterogenea dei fattori di pressione indagati che sono presenti sia nei comuni e nelle microaree con eccessi di patologia che nei restanti, facendo escludere una causa comune ambientale. Si è anche potuto escludere la  presenza  nelle aree di situazioni fuori norma e riconducibili alle cause da far oggetto di interventi di prevenzione. Ed i confronti temporali effettuati documentano un progressivo miglioramento ambientale, in particolare per benzene e solventi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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