Il Tirreno

Pontedera

«La crisi si batte lavorando di più»

di Francesca Suggi
«La crisi si batte lavorando di più»

La voce degli intrepidi che hanno aperto nuove attività

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PONTEDERA. «Con la crisi bisogna lavorare, lavorare, lavorare senza piangersi addosso». È l'artista della pizza al metro, Alfonso Irace, che dal febbraio scorso ha messo radici in via Verdi, a lanciare la sua ricetta contro la crisi. Un impasto di sacrificio, «stiamo qui 15 ore il giorno», rincara il socio Alessio Pascucci, ingredienti che arrivano direttamente dall'orto di casa e una gran voglia di mettersi in gioco nonostante tutto: questa la molla che li ha portati a investire in una traversa tra le più martoriate del centro di Pontedera.

E di imprenditori temerari nella città della Piaggio ce ne sono. Una boccata di ossigeno che fa da contraltare a un cuore cittadino che negli ultimi 4 anni, rispetto ai 120 nomi di attività elencate nei totem piazzati all'inizio di ogni strada laterale di corso Matteotti , ha perso quasi il 30% delle attività scritte nei pannelli promossi dal Comune, con il sostegno di Confesercenti, Camera di commercio e Centro commerciale naturale con il contributo della Regione Toscana.

Poco lontano, in quei locali storici del negozio di abbigliamento Siro di via Roma che ha chiuso mesi fa dopo 60 anni, è l'entusiasmo dei due soci Francesco Marino e Daniela Aiello a dare una nuova anima con un maxi salone di parrucchiere per lui e per lei.

«Ci siamo detti di dover dare in questo momento più che mai, un servizio che non solo si prendesse cura della persona, ma che fosse anche d'impatto e confortevole», racconta lei, pontederese, che sfoggia il suo nome sulla tenda rossa. «Abbiamo deciso di investire su Pontedera perché è baricentrica rispetto al resto della Valdera».

Taglio, piega e design. Questo lo spirito innovativo del locale. Una voglia di stupire che va oltre alla capigliatura. «Noi siamo disponibili ad ospitare mostre, installazioni, fare aperitivi nel nostro negozio», racconta il salone che vorrebbe Francesco, 26enne, barese di origine.

Lo scorso 10 luglio l'inaugurazione, forte di un'esperienza che arriva da Forte dei Marmi e da via Tornabuoni a Firenze. Ma il segreto dell'hair stylist sta pure nei prezzi.

«Non potevamo certo aprire un'attività con un listino alle stelle, sarebbe stato controproducente e fuori mercato. Da noi si parte da una piega a 15 euro». Nella vicina via Palestro, martoriata da fondi sfitti e cartelli vendesi, anche Larry, titolare del ristorante “La Roccia” è un intrepido che lo scorso anno ha deciso di aprire. «A distanza di un anno – si lascia andare con un certo rammarico – dico che lo rifarei, ma fuori dall’Italia, dove si è meno tartassati da tasse e problemi».

Diversificare. Innovare. Dare un servizio differente rispetto alla media. Questa l'impronta che anche Maurizio Carli ha voluto dare, da un anno a questa parte, alla sua “Central house, ieri, oggi, oltre”.

Il maxi locale di corso Principe Amedeo profuma di vintage: dentro si trovano cose usate acquistate, oppure portate e messe in conto vendita. È una fusion di pezzi di antiquariato, oggettistica nuova da bigiotteria, lampadari. «Sono partito con grandi sacrifici, consapevole che mai arriverò a ripagare quello che sto spendendo», commenta il titolare. Non fa fatica a dire che la prospettiva non è felice, ma «ho seguito una mia passione. Ho cominciato con due dipendenti, che a gennaio ho messo in cassa integrazione, non potevo fare altrimenti».

Da via Verdi, uno degli ultimi arrivati è Mirko Cagnano. Il giovane viene dalla costa di Cecina e si piazza a Pontedera con la linea di abbigliamento Silvian Heach: «Ho scelto Pontedera, nonostante la crisi, perché è un centro conosciuto per la moda. Per adesso gli affari vanno bene, ma ovviamente alle persone devi dare qualità al giusto prezzo». Qualità, sempre e comunque, unita a una gran mole di lavoro è il motto della vicina pizza al metro “Malafemmina”. Dall’altro storico locale di San Romano l’attività della coppia Irace-Pascucci raddoppia. «Io ci parlo con l’impastatrice – dice Alfonso Irace – la qualità è tutto e la gente la apprezza. Da noi solo ingredienti genuini in un format, quello della pizza al metro, che prima non esisteva a Pontedera».

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