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Icla, ripartenza con l’insegna M3

Icla, ripartenza con l’insegna M3

Il gruppo Magniflex scongiura la chiusura dell’azienda di poliuretano espanso

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PONTE A EGOLA. La ripresa delle attività è fissata ai primi di ottobre, se non addirittura intorno alla metà di settembre. Una ripartenza lenta e graduale, a ranghi ridotti, ma con prospettive di crescita che tengono vive le speranze dei circa 30 operai in cassa integrazione ormai da 11 mesi. È il futuro della Icla di Ponte a Egola (nella foto), la storica azienda di gommapiuma, data per spacciata fino a pochi mesi fa, dopo l’annunciato stop alla produzione lanciato nella primavera 2011. A scongiurare la chiusura è stata la Magniflex di Prato, la nota azienda produttrice di materassi, che ha rilevato la Icla dalla famiglia Vallini di Ponte a Egola.

Il gruppo Magniflex ha raggiunto l’accordo con i sindacati per la ripresa delle attività. La ditta riaprirà i battenti con il nuovo nome di M3 e produrrà inizialmente per le sole necessità interne del gruppo Magni, con appena 9 operai che torneranno da subito in azienda. L’obiettivo dei nuovi proprietari, però, prevede una crescita graduale delle produzioni, con l’impegno a riassumere i lavoratori dell’ex Icla che tra un mese si ritroveranno in mobilità. Impossibile, tuttavia, immaginare un completo ricollocamento di tutti gli operai, ma quello che si è concretizzato è probabilmente il miglior lieto fine possibile per l’impresa di Ponte a Egola.

L’azienda produttrice di poliueratano espanso (meglio conosciuto come gommapiuma) contava in tutto 45 operai, divisi fra la sede pontaegolese e una lavorazione distaccata nella zona industriale di Capanne, nel comune di Montopoli. L’annuncio degli ex proprietari, Paolo e Silvia Vallini, di voler chiudere i battenti per il crollo delle commesse e il mancato sostegno delle banche locali, aveva gettato nella disperazione i lavoratori. Da qui l’apertura delle trattative, assieme ai sindacati, per la cassa integrazione partita il 31 agosto 2011 e la contemporanea ricerca di un acquirente.

«Alcuni hanno trovato una diversa occupazione – spiega Stefano Benvenuti della Cgil – ma il grosso è rimasto, anche perché parliamo di mansioni particolari, difficilmente ricollocabili in questa zona». L’interessamento di Magniflex fu confermato alla metà di maggio, quando gli operai effettuarono una produzione dimostrativa di fronte agli occhi dei fratelli Fabrizio, Alessandro e Marco Magni. «Adesso abbiamo firmato l’accordo – riprende Benvenuti -: la ripartenza sotto il nuovo nome M3 è fissata per ottobre, se non già a settembre. Inizialmente partiranno in 9; altre riassunzioni sono previste in maniera graduale con il crescere dell’attività».

La sede di Capanne sarà abbandonata, con il trasferimento dei macchinari a Ponte a Egola. Nelle intenzioni dei nuovi proprietari, la M3 lavorerà inizialmente solo per le esigenze del gruppo Magniflex, mentre per il futuro è prevista un’apertura verso l’esterno, con diverse tipologie di prodotti. «La cassa integrazione – ricorda Benvenuti - andrà a scadenza il 31 agosto, poi tutti gli operai saranno in mobilità. È difficile dire che tutti saranno riassorbiti, ma abbiamo l’impegno a riassumere gli ex dipendenti che hanno già esperienza e competenze. È significativo aver evitato la chiusura di un’azienda storica, che adesso proverà a qualificarsi e consolidarsi».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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