Sicurezza
Incubo siccità, niente più acqua di notte
Le autobotti non bastano. Asa vara da oggi il piano di razionamento: serve per evitare disagi maggiori
VOLTERRA. Il tanto temuto razionamento idrico è arrivato. Per adesso di notte, ma la situazione rischia di rimanere aperta anche a soluzioni diverse e più restrittive. Asa, gestore del servizio, ha comunicato che a partire da oggi, il servizio di erogazione dell’acqua sarà interrotto nelle ore notturne per le zone di Volterra, Pomarance, Castelnuovo Valdicecina e Saline, «anche se l’effettiva mancanza d’acqua potrà verificarsi ad orari in parte diversi, data l’estensione e la struttura dell’acquedotto».
Un provvedimento che si è reso necessario «per non incorrere in carenza di risorsa ancora più grave per il futuro, pur comprendendo i disagi che provoca all’utenza», scrive Asa che nei prossimi giorni incontrerà i sindaci della Valdicecina per fare il punto della situazione in un contesto che non fa certo dormire sogni tranquilli. «La crisi idrica iniziata ad aprile 2011 – si legge nel comunicato - sta oggi presentando il suo conto. Su scala regionale, il periodo aprile 2011-marzo 2012 è stato il più scarso di piogge degli ultimi anni, con la metà delle piogge di un anno siccitoso come il 2007, e quasi un terzo dello stesso periodo 2010-2011». Di fatto dallo scorso aprile in Alta Valdicecina non ha più piovuto e il caldo di giugno e della prima metà di luglio ha, da un lato portato i consumi a livelli molto alti e, dall’altro, fatto evaporare le scorte accumulate. La decisione di Asa, comunicata ieri ai sindaci della zona, cerca proprio di provare ad allungare un po’ i tempi di quel 14 agosto indicato come termine per la fine delle riserve di acqua “stoccate” nei due invasi distribuiti sul territorio. Da tempo, in alcune località Asa utilizza autobotti per evitare il razionamento. Ma evidentemente non è stato possibile rimandare oltre la decisione di chiudere i rubinetti. «Per adesso è un tentativo non danneggiare troppo la cittadinanza – spiega il sindaco di Castelnuovo Valdicecina, Alberto Ferrini – perché togliere l’acqua di notte vuol dire evitare situazioni di crisi durante il giorno. Certamente non riusciremo a risolvere la situazione con questa provvedimento., Siamo in emergenza, è inutile negarlo, ma abbiamo comunque il controllo di quanto sta avvenendo. D’altra parte, il flusso di acqua si è ridotto in pochi mesi del 35% e non si tratta solo di un problema della Valdicecina, ma di tutta la Toscana». «Aprire e chiudere l’acquedotto – dice il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – oltre a rappresentare una soluzione di pura e semplice emergenza, non fa bene agli impianti. Ma non sembra esserci altra soluzione al momento. Di sicuro, però, dobbiamo fare qualcosa. Infatti, i comuni della Valdicecina stanno preparando un documento da discutere con Asa per migliorare il quadro complessivo, in attesa che dall’accordo di programma sulla Solvay venga presa una decisione sll’invaso da realizzare. Ma che comunque non sarà pronto prima di sei o sette anni. Nel documento chiederemo che vengano istituzionalizzati alcuni laghi presenti in Valdicecina e affidati ad Asa per la gestione della risorsa idrica, ma anche che venga potenziato l’acquedotto di Ponteginori che porterebbe un bel po’ di benefici alll’intera zona».
Andreas Quirici
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