Il Tirreno

Pontedera

Voleva un lavoro: si uccide di fronte al municipio

di Sabrina Chiellini
Voleva un lavoro: si uccide di fronte al municipio

Dopo il licenziamento a marzo, aveva un contratto a progetto in Comune Si è impiccato a distanza di poche ore da un incontro con il sindaco Fais

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TERRICCIOLA. Non riusciva ad accettare l’idea di essere rimasto, all’età di 49 anni, con due figli e dopo tanti disagi, senza un lavoro stabile. A marzo era stato licenziato, lavorava come imbianchino: l’azienda non aveva lavoro a sufficienza e fu costretta a ridurre il personale. E solo recentemente grazie ad un contratto a progetto dei servizi sociali l’uomo era arrivato in Comune a Terricciola. Gli era stato affidato l’incarico dello spazzamento del centro storico. Ma lui continuava a pensare ai suoi problemi economici, al fatto che a quasi 50 anni non riusciva a trovare un posto fisso.

Pensieri costanti, che ritornavano nella mente del padre sempre più spesso. Un tormento. Troppo difficile sopportarli. Al punto che l’uomo, la notte scorsa, ha deciso di dire basta alla vita. Di chiudere un’esistenza diventata per lui troppo difficile da accettare. Se n’è andato per sempre nel silenzio del giardino comunale, a due passi dalla caserma dei carabinieri e dalle case. Si è tolto la vita impiccandosi vicino a una tensostruttura.

A scoprire il cadavere (il decesso era avvenuto ormai da tempo) è stata una pattuglia dei carabinieri che era impegnata in un controllo notturno del territorio. Immediata la telefonata alla centrale del 118 di Pisa, dopo le due di notte.

I carabinieri hanno visto il cadavere nel giardino vicino al palazzo comunale. Conoscevano la vittima, il suo disagio. Nessuno però immaginava che potesse arrivare a togliersi la vita. Grande la sensazione di impotenza che lascia la morte, soprattutto quando avviene in circostanze come questa.

L’altra mattina, poche ore prima che l’uomo mettesse in atto il terribile disegno, l’operaio aveva incontrato il sindaco, Maria Antonietta Fais. Si era sfogato con lei, le aveva raccontato tutti i suoi problemi, come il sindaco, ieri mattina, ha ricordato fortemente provata. Le aveva fatto presente di come non riusciva ad accettare la situazione in cui si era venuto a trovare dal mese di marzo.

Temeva di avere perso il lavoro – ma altri operai della stessa azienda sono nella stessa situazione a causa della crisi – per il fatto di aver bisogno di frequenti incontri con lo psicologo. Un timore diventato sempre più presente da diventare quasi una malattia.

Così quando nelle prime ore di ieri si è diffusa la notizia della morte dell’operaio in municipio, oltre che nella famiglia della vittima, tutto è stato coperto da un velo di dolore e malinconia.

La salma è stata trasferita a medicina legale in attesa dell’autopsia. Terricciola è sotto choc, vicina alla moglie e ai due figli della vittima. C’è grande preoccupazione anche per loro, il Comune si è attivato perché possano ricevere il supporto necessario oltre alla vicinanza di tante persone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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