Italia
Un nuovo futuro per Saline: Atisale investirà sette milioni
Del piano industriale fa parte anche la zona volterrana, dove sorgerà un nuovo cogeneratore La società: «Dopo aver cessato la cassa integrazione, stiamo valutando operazioni di crescita»
VOLTERRA. Atisale avrà un nuovo piano industriale con un investimento da circa 7 milioni di euro con l’obiettivo di dotare lo stabilimento di un cogeneratore per abbattere i costi di energia elettrica e realizzare produzione (e quindi vendita) di sale industriale.
Del progetto ha parlato l’amministratore delegato Roberto Badalucco durante un incontro con i sindacati per illustrare i termini dell’accordo integrativo siglato per i tre siti produttivi della stessa Atisale: ai lavoratori di Sant’Antioco in Sardegna, Margherita di Savoia in Puglia e Saline di Volterra andranno in media circa 1.400 euro lordi all’anno, oltre agli stipendi fino al 2014, come premio di produzione. Prospettive rinnovate, quindi, per il sito di Saline, nonostante le perdite di un milione di euro all’anno previste nel piano industriale presentato dall’azienda nei mesi scorsi.
Da quel che è emerso, ci sarebbe un partner importante per la commercializzazione del sale a livello nazionale, con cui Atisale investirebbe per il sito volterrano, con l’obiettivo di invertire la rotta della redditività complessiva dello stabilimento.
L’azienda non approfondisce l’argomento del piano industriale. «È prematuro parlarne – spiega Antonio Loguercio, responsabile delle risorse umane – perché non ci sono le condizioni per essere precisi, visto che c’è tanto lavoro da svolgere. Su una cosa, però, possiamo essere chiari. Atisale crede in Saline e nelle sue potenzialità. Il fatto che sia stata inserita in un processo per l’integrativo cominciato a marzo con le segreterie nazionali e proseguito con quelle locali nei mesi successivi, fino alla chiusura dell’accordo in un momento congiunturale difficile come quello attuale, dimostra la voglia dell’azienda di includere la produzione toscana in un processo di crescita. Quello che la proprietà ha fatto a oltre un anno dall’insediamento, è stato quello di dare stabilità ai lavoratori, visto che non abbiamo più fatto cassa integrazione e che abbiamo incentivato il lavoro con un integrativo. Ora stiamo valutando peculiarità, punti di forza e criticità di ogni sito per intervenire con operazioni mirate che ci portino a razionalizzare i costi e a incrementare i vari mercati di riferimento».
Non si parla di piano industriale in maniera esplicita, ma si fa capire di voler investire in Saline. «Se tutto questo sarà confermato – dice Vincenzo Parrella della Flai-Cgil di Pisa, che insieme al collega di federazione Marco Gentile di Roma e a Giorgio Bernini della Fai-Cisl Toscana ha incontrato Badalucco, Loguercio e Piero Morabito, direttore dello stabilimento – sarà come vedere la luce in fondo al tunnel. Uno stabilimento che perde un milione di euro all’anno non ha futuro. In questa maniera, invece, lavoratori e azienda hanno la possibilità di crescere e di trovare condizioni economiche positive».
Andreas Quirici
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