Il dolore
Minimarket con prodotti turchi aperto da un curdo in centro
PONTEDERA. Da qualche settimana in via Roma c’è una nuova attività: è il minimarket “Evinzara” del curdo Kasim Kizilaltun, che vende specialità turche a stranieri ma soprattutto italiani. Pontedera...
PONTEDERA. Da qualche settimana in via Roma c’è una nuova attività: è il minimarket “Evinzara” del curdo Kasim Kizilaltun, che vende specialità turche a stranieri ma soprattutto italiani. Pontedera sempre più multietnica, quindi, anche nei gusti dei consumatori che vanno a cercare prezzi inferiori, ma anche prodotti diversi dal solito. «Agli italiani piacciono il miele, le spezie, i condimenti piccanti, i formaggi e i salami», dice il 36enne, giunto a Cecina 14 anni fa come rifugiato politico che prima ha fatto l’impresario edile e poi l’operaio, ma che pensava al progetto di vendere i prodotti della sua terra addirittura dal 2000. La sua è una storia come tante in questo mondo pieno di conflitti. Scappa dalla Turchia e dal Kurdistan per motivi politici, arriva in Italia e si rimbocca le maniche. Riesce a ricongiungersi con la sua donna, la sposa e fa tre bambini: Evin di tre anni, Zara di 7 e un altro di sei mesi. L’esperienza nel campo dell’edilizia alla fine fallisce, ma lui pensa ad altro. «Volevo un’attività come questa per stare tranquillo e non fare troppi danni, come mettere in cassa integrazione qualche dipendente o licenziarlo, se le cose dovessero andare male – dice –. Vivo in Italia e voglio contribuire per quel che posso a migliorare una situazione difficile». Da Kasim vengono un po’ tutti: senegalesi, greci, russi, orientali e, come detto, italiani. Gli stranieri cercano i prodotti Halâl, cioè quelli che rispettano la legge islamica in fatto di maiale. All’Evinzara, però, si trova di tutto: dai quadretti della Madonna di religione cristiana alla bigiotteria kurda, passando per alimenti curdi come dolci, noccioline, gelati, sottolii, aranciate, insaccati, detersivi, miele, biscotti e tanto altro. Tutto arriva dalla Germania, perché non ha grossi problemi con la dogana. Kizilaltun va direttamente a prendersi quel che serve direttamente nella locomotiva d’Europa dove vive la colonia turca più grande del Vecchio Continente e non pensa che sia un controsenso che un curdo venda prodotti turchi. «Il mondo è cambiato – afferma – e problemi religiosi o politici non devono influenzare troppo la nostra vita. E poi, molti prodotti turchi sono in realtà curdi fatti propri dal mercato di Istanbul che ne cancella anche fisicamente l’origine togliendo la scritta “made in Kurdistan”. Comunque, gli affari sono affari e a me sta a cuore che il mio business funzioni». Il minimarket curdo, aperto dopo il ristorante al posto di Forlì nel quartiere della stazione, sta aperto dalle 9 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 21. Siamo in tempo di Ramadan e magari qualcosa può cambiare negli orari. Anche se Kasin sta pensando al 24 ore. «Per adesso sono solo e non posso, ma un giorno chissà che ci non riesca».
Andreas Quirici
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