Il Tirreno

Pontedera

«Il Comune faccia dietrofront»

«Il Comune faccia dietrofront»

Tassa di soggiorno: Confcommercio di nuovo all’attacco del sindaco Millozzi

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Ancora un appello per far compiere al Comune di Pontedera un passo indietro rispetto alla tassa di soggiorno. Arriva nuovamente dalla Confcommercio provinciale.

«Se la Toscana è la prima regione per numero di Comuni che hanno improvvidamente deciso di applicare la tassa di soggiorno – fanno notare dagli uffici della Confcommercio di Pisa – nella provincia pisana, al contrario, solo 4 Comuni su 39 hanno sinora assecondato le pericolose lusinghe di una simile tassazione: Pisa, Pontedera, San Giuliano Terme e Montescudaio. Ci rivolgiamo al club dei sindaci e dei loro assessori pro-tassa di soggiorno Marco Filippeschi, Simone Millozzi, Paolo Panattoni e Aurelio Pellegrini, proprio alla luce di un simile e omogeneo contesto provinciale, per ripensare e abolire questo dannoso e ingiusto balzello. Semplicemente sul piano dell'immagine, la provincia di Pisa potrebbe fregiarsi all'esterno del titolo di provincia “de-tassata turisticamente”, e la leva dell'assenza di un surplus di tassazione sui turisti si trasformerebbe facilmente in un motivo in più per incrementare e prolungare i soggiorni. Sarebbe un segnale di estrema rilevanza per turisti e operatori, sarebbe un inversione di rotta straordinaria. Tra l'altro, le strutture ricettive pisane soffrono particolarmente di un ribasso delle tariffe e di una drastica riduzione dei margini di guadagno, a fronte di nuove abitudini di consumo dei turisti in cui le prenotazioni all'ultimo tuffo, la brevità delle vacanze, la propensione alla spesa si contraggono sensibilmente».

Secondo Confcommercio, c’è da sfatare un mito: la tassa di soggiorno non è l'unico modo per far concorrere il turista alle spese dei servizi predisposti dal Comune.

«Già nel pagamento diretto di alcuni beni e servizi specifici – prosegue l’associazione di categoria – il turista contribuisce all'aumento di quote aggiuntive di imposte e tasse. Il turista genera valore, occupazione, reddito e quindi anche più entrate fiscali. Considerare l'esercizio ricettivo come un punto di prelievo è iniquo, perché da un lato non risponde all'esigenza di far pagare ai non residenti determinati servizi (pensiamo ai pendolari o a turisti che soggiornano in altro comune) e dall'altro perché fa gravare l'onere dell'imposta e dell'imposizione su una sola specifica categoria di imprese che traggono beneficio dall'economia turistica. In subordine alla richiesta di abolizione, chiediamo alle amministrazioni comunali che il gettito d'imposta sia comunque destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compreso quelli a sostegno delle strutture ricettive e non genericamente dispersi all'interno della fiscalità generale. Da questo punto di vista, ci aspettiamo trasparenza, pubblicità e massima precisione sulla destinazione dei proventi stessi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web