La manifestazione
«Dall’Unione Valdera mi aspettavo qualche risparmio in più»
Il sindaco D’Addona parla dell’abbandono di Crespina in un’intervista ai grillini pubblicata su You Tube
CRESPINA. «Io domani sono disposto a rimettere il mandato e a fondermi, cosa che ho sentito dire da pochi colleghi». «L'Unione Valdera è destinata presto a diventare un unico comune da 116mila abitanti, esageratamente grande, una fusione a freddo». «In 4 anni ci si aspettava qualche risparmio in più». «Crespina è uscita per non obbligare gli altri all'imbarazzo di doversi fondere». «L'uscita di Millozzi è stata inopportuna e danneggia solo chi resta».
Un po' Cassandra e un po' censore il sindaco di Crespina, Thomas D'Addona, si lascia andare a un'intervista-fiume sulla sua recente uscita dal maxi agglomerato di Comuni dell'Unione Valdera. Toccando tutti gli aspetti: tecnici, politici, profetici. E lo fa su You Tube davanti ai grillini del Movimento 5 Stelle Valdera. Sacrilegio politico, un incrocio ibrido che nasconde chissà quale dietrologia, oppure un cambio di casacca? Niente di tutto questo. Il 38enne sindaco di Crespina non vede alcuna stranezza nel rispondere in modo schietto e sincero a qualunque cittadino che gli pone domande.
Se non uscivo tutti dovevano fondersi. «Se Crespina non fosse uscita avrebbe imposto agli altri 14 Comuni un percorso di fusione, questo dice la legge regionale. Non capisco le reazioni scomposte di qualcuno», premette D'Addona. Poi va nei dettagli di una legge, la 68 del 2011, che rilancia quella nazionale e impone ai Comuni sotto i 5.000 abitanti - come Crespina - di dover associare ben 6 funzioni, un processo che fuori dall’Unione si può attuare anche attraverso convenzioni. «Stando dentro invece, da qui a un anno, i piccoli Comuni non avranno più dipendenti, perché passerebbero all'Unione, e resterebbe solo uno sportello al cittadino».
Mentre i piccoli comuni dell'Alta Valdera stanno valutando un percorso di fusione, allo scopo di creare un sottoinsieme istituzionale che poi abbia una relazione con l'Unione, il borgo delle civette non può. «La legge dice che per potersi fondere, se sei sotto i 5mila abitanti, serve un confine geografico con altri piccoli comuni e noi non l'abbiamo, siamo l'unico caso in Toscana». Un occhio alla cartina, a est Crespina confina con Lari, 10mila abitanti e altre esigenze. A ovest, invece, i vicini sono Fauglia e Lorenzana, che insieme a Santa Luce e Orciano (tutti sotto i 5mila abitanti) stanno, facendo un altro tipo di cammino, la Consulta dei sindaci, nella quale vorrebbe confluire D'Addona, anche se i colleghi giorni fa hanno detto ufficialmente che non vogliono nessun altro.
Unione Valdera verso un Comune unico, un'assurdita. Che il passo successivo dell'Unione Valdera sia quello di diventare un Comune unico da 116mila abitanti, eletto direttamente, ne è certo il sindaco di Crespina. «Chi ha scritto la legge regionale 68 voleva superare il concetto di Unione», sottolinea e poi si insinua nei limiti di questo maxi catalizzatore di 14 municipi. «Non c'è coesione tra questi territori – spiega – e credo che un Comune da 116mila abitanti non abbia certo una dimensione ideale, ma sia esageratamente grande. Ribadisco che ci sono tanti studi che sostengono che la qualità dei servizi non cresce con il numero di abitanti e che la dimensione ottimale di un comune sarebbe quella di 10mila persone».
Pronto alla fusione e a rimettere il mandato. Carte alla mano D'Addona ribadisce che «la Regione ti dice che se te, piccolo Comune, ti fondi ricevi un contributo di 150mila euro all'anno, per cinque anni. Credo che se i miei cittadini venissero a sapere che io per questioni di campanile non voglio fondermi, rinunciando oggi a questi soldi, si arrabbiarebbero parecchio e giustamente». E sarebbe disposto già da domani, il sindaco, a rimettere il suo mandato e ad avviare un percorso di fusione. Magari con quei territori vicini di Lorenzana, Fauglia, che pure gli han dato il benservito.
Unione e risparmi, sotto le aspettative. «Dopo 4 anni di Unione certamente si poteva vedere qualche risparmio in più, per alcuni aspetti una razionalizzazione dei costi c'è stata, ma non tanto quanto ci aspettavamo», non ci gira intorno D'Addona. E fa degli esempi: «Abbiamo fatto una gara unica per tutti e 15 i Comuni per la refezione e il trasporto scolastico e sicuramente abbiamo risparmiato, ma rispetto ad altre cose forse si dovrebbero cercare con maggiore convinzione queste riduzioni della spesa».
Clamore politico e uscite inopportune. E se da una parte il sindaco di Crespina è convinto della sua scelta, obbligata dalle normative, dall'altra l'unico aspetto sul quale è amareggiato è la reazione politica di qualcuno. «Da subito abbiamo cercato di gestire politicamente la questione nella maniera dovuta, anche perché non c'è alcuna frattura interna come ho spiegato». Parte la freccia al sindaco di Pontedera Simone Millozzi: «Se ognuno dà fiato a titolo personale, mi chiedo che ci sta a fare un presidente. La sensazione che ho avuto è che Millozzi abbia fatto un'uscita di getto, inopportuna e aggressiva quasi a sottolineare che si tratta di una rottura politica, quando non è così».
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