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Pontedera

Sul tendone de La Serra il Comune rischia grosso

Sul tendone de La Serra il Comune rischia grosso

Convocato nuovamente il consiglio per il 3 agosto: in ballo c’è sempre la discussa trasformazione dell’area in una struttura in muratura

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SAN MINIATO. Il tendone de La Serra tornerà a scaldare il consiglio comunale. La prossima seduta è già fissata per venerdì 3 agosto, ad appena due settimane dall’ultimo consiglio. In ballo c’è ancora la famosa variante per la trasformazione del tendone in una struttura in muratura, come previsto dal progetto della cooperativa “La Serra” (ex proprietaria prima della confisca da parte del Comune), con tanto di cucina, servizi igienici e spogliatoi. Un’opera da 400mila euro, che adesso, almeno sulla carta, potrebbe finire sulle spalle e sulle casse del Comune in qualità di nuovo proprietario. Questo il punto che aveva alimentato le polemiche, con l’accusa, da parte delle opposizioni, di caricare sulle risorse dell’amministrazione un’opera che il Comune non potrà gestire direttamente. L’ultimo consiglio, infatti, ha affidato la gestione in forma gratuita al pool di associazioni riunite nel gruppo “La Serra Insieme”. Il tutto a pochi giorni dall’apertura della celebre “Sagra del cunigliolo fritto”, che scalda gli animi di ristoratori e commercianti.

Un po’ di storia. All’origine di tutto c’è il progetto per la nuova Casa del Popolo de La Serra, datato 2004. Un’opera ambiziosa a servizio della frazione, con tanto di piscina e due campi da calcetto, presentata dall’Arci attraverso la cooperativa “La Serra”. Il tendone, montato nel 2008, doveva servire come struttura temporanea di finanziamento in attesa di mettere in opera il progetto. Nel gennaio 2011, però, la cooperativa presenta una variante, poi adottata dal consiglio in aprile: spariscono dal progetto la piscina e un campo da calcetto, mentre viene previsto il mantenimento del tendone a fianco delle future strutture in muratura. La variante, si scoprirà poi, doveva sanare un’irregolarità rilevata dagli uffici comunali, che avevano indicato il manufatto come “abusivo”. Sotto accusa il pavimento in cemento alla base del tendone, che aveva fatto scattare l’ordinanza di demolizione scaduta a febbraio 2012.

La situazione attuale. Il resto è storia recente: la mancata approvazione della variante, oltre febbraio, ha consegnato il tendone nella proprietà del Comune, che nell’ultimo consiglio ne ha affidato la gestione, in forma gratuita, alla nuova associazione “La Serra Insieme”. Ne fanno parte la stessa Arci assieme a Misericordia, coro “Insieme per caso”, Asd La Serra, Associazione sportiva cinofila e 4 privati: Francesco Annessi (presidente), Sergio Rinaldi, Italiano Profeti e Ademaro Vedovi. Resta in ballo, quindi, il nodo della variante, riproposta per l’approvazione nelle stesse forme con cui era stata adottata, con la differenza che il proprietario adesso è il Comune. Si tratta di capire se il progetto è ancora valido (e nel caso chi lo pagherà), o se si sceglierà di far ripartire l’iter dall’inizio.

Le critiche del Pdl. «Nella convenzione, approvata con i soli voti del Pd – attacca il gruppo Pdl – il tendone è stato assegnato in gestione esclusiva, per due anni, alla nuova associazione avente sede presso il circolo Arci. La struttura non potrà essere usufruita, neppure a richiesta del proprietario, cioè del Comune, da nessun’altra associazione. Nella proposta di variante, inoltre, è previsto che il Comune, a sue spese, costruisca gli spogliatoi degli attigui impianti sportivi e sostituisca il tendone con una costruzione in muratura. Tutto ciò vorrebbe dire che, alla fine della storia, il circolo Arci non è stato penalizzato dal sequestro del tendone, ma ha semplicemente vinto la lotteria di Capodanno. Dopo le obiezioni dei consiglieri di opposizione, fra l’imbarazzo di esponenti di giunta e di maggioranza, la delibera di approvazione è stata ritirata. Vedremo come andrà a finire. Questo modo di governare è inammissibile, arrogante, al limite del sopruso».

Giacomo Pelfer

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