Il Tirreno

Pontedera

Gli amici di Bertelli in piazza

Risuonano le canzoni care al “Prof” grazie a Luca Sardelli de “L’Orologio”

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Una serata all’insegna della commozione e dei bei ricordi quella organizzata mercoledì sera a “L’Orologio”, in piazza Curtatone, dove, su iniziativa del titolare del pub, Luca Sardelli (il quale è anche presidente della Confesercenti Valdera), si è riunito un corposo gruppo di amici del professor Stefano Bertelli, scomparso prematuramente nell’aprile scorso. Era presente anche l’assessore al turismo e allo sviluppo economico del Comune di Pontedera Stefano Tognarelli. Numerosi, tra i presenti, gli ex allievi di Bertelli, che si sono esibiti sul palco facendo ascoltare alla città quelle che erano le canzoni preferite di Stefano, un vero e proprio punto di riferimento per l’attività culturale dell’intera città.Toccanti le parole con cui Sardelli ha commemorato la figura di Bertelli: « Vorrei ricordarlo per il suo savoir faire, il suo stravagante e colorato abbigliamento con quel suo presentarsi con un fiore all'occhiello oppure con il papillon, il suo pozzo di cultura. Come non ricordare le parole crociate impossibili che riservavo a lui dopo aver consultato la soluzione e che lui riusciva tranquillamente a risolvere senza neppure chiedermi gli incroci. Il suo modo di agire, gentile ma deciso, il suo rivolgersi con educazione anche ai più sfortunati ed il rispetto che riusciva ad ottenerne. Le sue visite serali che erano sempre ricche di annedoti o di racconti della sua vita passata che magari mi aveva già raccontato ma che fingevo fosse la prima volta. Fino agli ultimi tempi, quando circa sei mesi prima cominciò a chiedermi: ma se muoio ci vieni al mio funerale? Ed io di rimando: “Stefano, il destino è un'incognita per tutti, magari vieni tu al mio. E poi la malattia, la “bestia”, vissuta con dignità e discrezione. Solo alcune sere si confidava con me quando non aveva appetito o il dolore si era fatto più forte. Una figura di altri tempi, di una grande dirittura morale. Quante chiaccherate nelle serate infrasettimanali, quando il suo arrivare mi svegliava dalla noia della serata e una volta tirato fuori l'argomento rimanevo incantato dalle sue spiegazioni. Con Stefano se n'è andata una parte di storia di Pontedera, la città della quale conosceva ogni particolare e vicissitudine. La sua passione per il bello, l'arte e la cultura erano sterminate. Lo salutiamo con vivissimo affetto, lo stesso affetto che ha saputo dare a noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini