Finanza
Piaggio, voto inutile non c’è il quorum nullo il referendum
Forse sarà ripresentato alla ripresa dopo lo stop estivo I sindacati divisi: questo è un regalo a Colaninno
PONTEDERA. Niente quorum per il referendum sull’integrativo alla Piaggio.
Su una forza lavoro calcolata in 2643 fra operai e impiegati presenti nei tre giorni di assemblee, hanno partecipato al voto in 1090, 232 in meno del quorum, fissato a quota 1322. Tutto da rifare, quindi, visto che la fabbrica della Vespa chiuderà i battenti proprio oggi per riaprire il prossimo 27 agosto. A quel punto, il referendum potrebbe essere ripresentato.
Anche se qualche sindacalista avanza altre soluzioni, mentre le voci delle segreterie provinciali indicano in Roberto Colaninno, il presidente del gruppo, come l’unico vincitore di questa tornata elettorale in Piaggio. L’analisi dice che dei circa 700 impiegati hanno votato in poche decine. Ma anche che dei circa 1900 operai della forza lavoro presente hanno partecipato al referendum in più o meno la metà. Secondo Davide Belcari, Rsu in quota Fim-Cisl, questa è «una sconfitta per il sindacato, da cui occorre ripartire per trovare una nuova unità sui temi che riguardano il territorio».
Il suo segretario provinciale, Claudio Garzotto, parla di un regalo fatto «a Colaninno, mentre invece un accordo va fatto, proprio in virtù del difficile momento economico».
La pensa così anche Marcello Franchi, segretario provinciale Fiom-Cgil che aggiunge: «Anche le ultime assemblee sono state più degli “sfogatoi”, che non momenti di reale discussione nel merito delle proposte contenute nella piattaforma e questo non ha certamente agevolato la partecipazione».
Franchi non lo dice, ma il riferimento è alle liti interne alla stessa Fiom durante le assemblee.
«La sconfitta è di chi ha forzato la mano ai lavoratori – dice Massimo Cappellini, rappresentante Fiom nella Rsu – che non hanno accettato decisioni fatte calare dall’alto delle segreterie provinciali e nazionali, invece di confrontarsi con i problemi veri di chi vive la fabbrica giorno dopo giorno».
«Se la Fiom non smette di litigare – spiega Marcello Casati, segretario provinciale della Uilm-Uil – ci ritroveremo sempre in questa condizione. Non aver raggiunto il quorum è un bene, perché altrimenti avrebbe vinto il no creando una situazione ingovernabile. Così ripresenteremo il referendum a settembre, ma non sarà più necessario il quorum. Potremmo anche evitare il referendum e far valere la votazione della Rsu, oppure intavolare un confronto con Piaggio per un accordo-ponte sull’integrativo».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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