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Pontedera

Il cinema Massimo ora è una banca

Il cinema Massimo ora è una banca

Nuova sede, salutata da una festa, della Popolare di Lajatico Facciata artistica firmata, come la piazza, da Ugo Nespolo

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PONTEDERA. Andiamo al... “Massimo”. Anzi, no. Entriamo in banca. L’ex cinema è diventato la sede della Popolare di Lajatico. Taglio del nastro con tanto di festa per soci e clienti alla presenza del sindaco, Simone Millozzi, dei vertici della banca, il presidente Enrico Fabbri, il direttore generale Daniele Salvadori e numerosi dipendenti a cominciare da quelli che da oggi saranno al lavoro nei nuovi uffici.

La Popolare di Lajatico ha acquistato tutta la parte frontale dell’edificio dalla quale, a restauro ultimato, è stata realizzata una costruzione di quattro piani destinata a sportelli bancari, uffici e sale riunioni. Il tutto impreziosito dall’intervento dell’artista Ugo Nespolo, in collaborazione con l’architetto Alberto Bartalini. Un trionfo di numeri e colori in uno spazio che storicamente ha accompagnato la vita e la crescita della città. Prima dell’inaugurazione e della visita alla nuova “opera artistica” gli interventi per spiegare il senso dell’operazione che ha un risvolto urbanistico ed è stata realizzata in sinergia con l’amministrazione comunale.

Se ieri c’è stato il taglio del nastro per la sede presto anche la piazza antistante, intitolataa Pier Paolo Pasolini, sarà completata nei suoi nuovi arredi. «Regalare alla città un nuovo “salotto” testimonia l’impegno della nostra banca nello stare attenta allo sviluppo e alla valorizzazione del territorio», ha spiegato il presidente della Lajatico, avvocato Fabbri ricordando il buon andamento della banca che già da tempo ha fatto suo il motto “Pensare globale, agire locale”. Dal 2008, quando la crisi economica si è fatta evidente, la banca ha incrementato di oltre il 40% la raccolta complessiva. Sono aumentati del 50% i crediti erogati alle imprese e alle famiglie «contribuendo così – è stato detto – a sostenere il tessuto produttivo del territorio».

Sulla facciata della nuova sede i numeri dell’anno di fondazione della Lajatico, 1884. Non sono pochi oltre 128 anni di vita. Ma per l’istituto questa è come una seconda giovinezza, fanno notare con soddisfazione. «La ricetta è semplice – aggiunge il direttore Salvadori – si tratta di fare convivere la solidità e i principi derivanti dalla tradizione con l’avanguardia nei prodotti e i servizi di elevata qualità».

La Lajatico ha 17 sportelli dislocati in provincia e la proprietà della banca è composta da quasi 6mila soci che rappresentano l’intero tessuto sociale. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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