Sicurezza
Fauglia guarda all’Iran, nuove assunzioni dal tè
Tra gli scaffali dei supermercati a inizio anno arriverà la nuova miscela prodotta dall’azienda di Luciana: riforniremo anche i rivoluzionari libici
FAUGLIA. Da quella miscela che profuma di Persia, da sperimentare rigorosamente senza latte secondo la tradizione iraniana, potrebbero spuntare nuovi posti di lavoro in quel di Fauglia.
Lo annuncia direttamente il re del té Sergio Lenzi dal suo gioiello che da anni fa invidia agli inglesi. Quell’azienda Royal Tea che dalla frazione di Luciana essicca, imbusta e rivende qualcosa come 50 milioni di bustine di tè all’anno, in tutto il mondo.
«Sono riuscito ad andare in Iran e voglio proporre il loro te anche da noi a inizio anno, si tratta di una novità a cui è legato anche un progetto di nuove assunzioni», spiega il titolare che insieme a moglie e figli porta avanti una realtà di eccellenza che non sente la crisi.
Le nuove tea-bag che raccontano i misteri di Persia saranno lanciate sugli scaffali di Unicoop Tirreno e Unicoop Firenze della Coop.
«È una qualità di té che veramente mi ha colpito, l’aroma è intenso ma il sapore è delicato», sembra quasi che se lo sia sorseggiando mentre racconta. E se lo dice Lenzi, qualunque estimatore della bevanda british ci deve credere, anche perché il faugliese è conosciuto proprio come l’uomo che è riuscito a vendere agli inglesi la loro bevanda cult. Prodotta, però, nel cuore della Valdera. «Da tempo collaboriamo con il mercato londinese – prosegue – producendo tea bag per marche blasonate come la Twinings che le rivende con il suo marchio.Siamo anche presenti sugli scaffali d’oltremanica con confezioni prestigiose come la London Herbal Spice o la Melrose’s».
Un successo che si consuma in uno dei riti più gettonati del pianeta. E pure i protagonisti della rivoluzione libica e egiziana stanno contattando la società per avere i suoi prodotti. «Il legame già c’era – continua – anche perché per anni abbiamo rifornito la Libia di Gheddafi». La lista continua con la Jugoslavia, l’Afghanistan, la Francia, l’Olanda. E pure i militari in missione e i carcerati in Italia fanno pausa, oppure colazione, a colpi di bustine made in Fauglia. «Abbiamo impianti che potrebbero produrre qualcosa come 180 milioni di bustine all’anno – Lenzi snocciola i numeri dell’impero del té – Attualmente andiamo su una media di 800mila tea-bag al giorno, per un fatturato che si aggira su 1.2 milioni di euro e quindici dipendenti che con gli stagionali diventano anche 25-30». Da poco Royal Tea, attraverso una nuova società, sta sperimentano alcune piantagioni di camomilla a Coltano.
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