Sicurezza
Cani chiusi e maltrattati nella fattoria degli orrori
Si tratta di 4 animali bisognosi di cure tenuti in una stalla colma di escrementi Esposto degli animalisti: in quel podere fu denunciata una macelleria abusiva
VOLTERRA. Cani chiusi in una stalla colma di escrementi, senza cibo e con poca acqua putrida. Animali bisognosi di cure che tornano a far parlare tutta Volterra della cosiddetta "Fattoria degli orrori", quel podere lungo la strada di Cozzano dove la polizia del Colle fece la macabra scoperta di una macelleria abusiva, circondata da pecore morte nell’ovile e carcasse sotterrate. Alcune intere, altre scarnificate.
A oltre un anno dalle vicende che avevano visto il titolare, un 34enne finito nei guai, gli animali trovano ancora una condizione di di estremo disagio.
Protagonisti, questa volta i 4 cani presenti nella fattoria. Quattro animali chiusi in una stalla colma di escrementi, pulci, deiezioni di piccioni, senza cibo e con poca acqua putrida. Ma soprattutto cani bisognosi di cure poiché deboli, emaciati, e con ferite ed abrasioni causate dalla grave infestazione di parassiti.
La descrizione degli animalisti è minuziosa. Basta un’oochiata per capire che la situazione che si trova davanti è di emergenza estrema. Pena la vita di questi inconsapevoli vittime di tale degrado.
Un cane ha una zampa posteriore visibilmente fratturata, flaccida, probabilmente ormai persa, e avrebbe impellente necessità di essere visitato e operato perché così, non solo rischia di perdere l'arto, ma è soggetto anche a rischiose complicazioni per la sua salute.
Putroppo nonostante i ripetuti sopralluoghi effettuati dal servizio veterinario della Asl, dalle forze dell'ordine e da associazioni animaliste, ben poco si è ottenuto per migliorare lo stato di abbandono in cui versano questi poveri cani.
Giorni fa è intervenuta la polizia municipale, sollecitata dai vicini perché alcuni cani vagavano liberi intorno alla fattoria, abbaiando; ritenendoli pericolosi per l'ordine pubblico ne sono stati portati via tre e consegnati a una struttura preposta.
Legittima la puntualità di interventi mirati quando gli animali possono costituire un pericolo altrui, molto meno l'inerzia quando invece si dovrebbe operare per salvarli dalla sofferenza e da condizioni di vita indegne e vergognose.
La scorsa settimana all'ennesima segnalazione hanno risposto solo i carabinieri che con sollecitudine sono giunti sul posto per accertarsi dei fatti con idonea documentazione fotografica, mentre il servizio veterinario della Asl non è risultato rintracciabile.
Resta da chiedersi come sia possibile che tutto ciò stia succedendo nella "civile" Volterra, culla dell'arte e della cultura, ma che, evidentemente, in fatto di diritti animali ha ancora tanta strada da fare.
Cristina Ginesi
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