Il Tirreno

Pontedera

Quelle aree fatte per socializzare

Quelle aree fatte per socializzare

Il percorso del Comune: tanti spazi tolti alla sosta delle auto e riconsegnati ai cittadini

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PONTEDERA. La Piazza è il luogo pubblico per antonomasia, dove i cittadini si incontrano e discutono, come nell’agorà dell’antica Grecia, è il luogo dell’identità di una comunità e anche quello dove nascono le rivoluzioni (si pensi a Piazza Tahir in Egitto o a Tienanmen, o Place de la Bastille). I regimi odiano le piazze perché vi si possono scambiare opinioni e idee. Tornare a valorizzarle significa tornare a favorire il dialogo e la socializzazione dei cittadini. E’ ciò che sta accadendo a Pontedera dove da un decennio sono sorte nuove piazze e sono state rifatte, o completamente ristrutturate gran parte delle piazze preesistenti. Un’operazione che ha visto anche la caratterizzazione artistica di questi spazi, come nella tradizione, secolare, della Toscana. E dell’Italia tutta visto che il nostro Paese è tra quelli che contano più piazze e fori storici perfettamente conservati e integri, noti in tutti il mondo: da piazza della Signoria a quella dei Miracoli, da piazza San Marco a Piazza San Pietro, da piazza del Campo a piazza Plebiscito, e mille altre. A Pontedera non è stata una operazione breve e nemmeno di poco conto. Cominciò sostanzialmente con la collocazione nel 2001 della statua di Cascella, il Toro, in piazza Curtatone e Montanara. Ci furono grandi polemiche e critiche ma anche un positivo dibattito in cui tanti davano conto del fatto che quello spazio aveva recuperato in vivibilità e non era più un anonimo angolo della città. Tutti sapevano dove si trovava la Piazzetta del Toro di Cascella. Ci furono altri interventi, in città e nelle frazioni. Il filo conduttore di questo processo di valorizzazione è quello di un recupero delle funzioni di socializzazione e della bellezza degli spazi collettivi. Ovunque è stato possibile sono stati eliminati i posti auto, collocate opere d’arte o arredi artistici e lasciati spazi per il gioco dei bambini o spazi ampi e comodi dotati di panchine. L’ultimo in ordine di tempo è il largo Pier Paolo Pasolini, dove prima c’era il vecchio Cinema Massimo, ora sede della Banca Popolare di Lajatico, che verrà inaugurata oggi. Grazie all’impegno dell’istituto di credito, e come per ogni intervento anche dei settori tecnici del Comune, il Largo è stato ripensato e ha assunto un aspetto di un fresco angolo verde a disposizione dei cittadini. In questi anni l’esperimento pontederese ha richiamato l’attenzione anche dei media, come I Viaggi di Repubblica che gli dedicò un importante servizio, e ha avuto riconoscimentiti sulla vivibilità (lo Studio Sintesi di Mestre, pubblicato da Panorama, ha messo Pontedera al primo posto per vivibilità, tra i comuni da 10mila a centomila abitanti, nel centro-sud). Il costo complessivo delle opere e dei lavori a Pontedera è stato, in questi dieci anni, di circa 3 milioni di euro: circa un decimo del bilancio complessivo dei lavori pubblici del Comune di Pontedera nell’ultimo decennio. I privati sono intervenuti con qualche centinaio di migliaia di euro. Una sinergia importante che ha dato ottimi frutti.

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