Sicurezza
«Chiudere il tribunale non farà risparmiare»
Il Comune e l’ordine degli avvocati pisani uniscono le energie per combattere contro il provvedimento del governo. Fatta una denuncia alla Corte dei Conti
PONTEDERA. Comune e consiglio dell’ordine degli avvocati impegnati in una difficile battaglia per evitare la chiusura del palazzo di giustizia di Pontedera, sezione distaccata del tribunale di Pisa.Se infatti dovesse passare il testo presentato dal ministro della Giustizia Paola Severino per dare attuazione alla delega per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie Pontedera perderà il tribunale. Questo avverrà insieme al taglio e agli accorpamenti di quasi 300 uffici giudiziari. La scure si dovrebbe abbattere per l'esattezza 220 sezioni distaccate, oltre a tribunali e procure.
L'obiettivo sbandierato dal Governo a giustificazione di questa operazione è l'efficienza. E il risparmio pubblicizzato - i conti sono stati fatti dal 2012 al 2014 ma è evidente che la nuova geografia non sarà attuata prima del 2014 - è di 50 milioni di euro.
Per dire no all’ipotesi di chiusura della sede distaccata e al suo trasferimento a Pisa il sindaco, Simone Millozzi ha organizzato una conferenza stampa insieme al presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Pisa Rosa Capria. Presenti il vicesindaco Massimiliano Sonetti e consiglieri dell’ordine degli avvocati che da tempo seguono le sorti degli uffici giudiziari cittadini. Prima le battaglie per ottenere un numero sufficiente di giudici sia al civile che al penale. Poi le proteste per adeguare gli organici della cancelleria da molti anni in sofferenza. E ora l’inaspettata decisione di chiudere il tribunalino che finora sembrava essere riuscito a schivare i tagli decisi in nome di un risparmio che non sembra andare incontro alle esigenze dei cittadini.
«In tutta questa operazione – ricorda l’avvocato Rosa Capria – nessuno parla di diritto di accesso alla giustizia». La logica è quella del presunto risparmio. Alla fine dei conti però qualcosa non torna. Lo dimostra il fatto che se il Governo conta di maturare la prima tranche di risparmi già nel 2012 e invece, con questa tabella di marcia, il decreto delegato diventerà una realtà nel 2014. È prevista anche l’eventuale sopravvivenza degli uffici che il Ministero indicherà per altri cinque anni con un risultato di grande confusione. Del tutto imprevisti sono gli oneri relativi agli accorpamenti. «Nessuno calcola gli oneri dei trasferimenti – ribadisce Capria - e poi in molti casi, come per il tribunale di Pisa, non ci sono gli spazi per i trasferimenti dei vari uffici giudiziari». Così anche il recupero di efficienza, pur ammettendo che è necessario riorganizzare il sistema giustizia, è tutto da dimostrare. Alla fine tagliare non basta se non viene applicato il calcolo dei costi standard, della revisione della spesa, del taglio della sola spesa inefficiente.
Infine, anche se è un aspetto importante, nel ridisegnare la geografia giudiziaria - è stato detto in conferenza stampa - non si è tenuto conto della specificità territoriale e dei bacini di utenza (la sezione distaccata di Pontedera è di riferimento per circa 200mila abitanti).
L’Avvocatura insieme con l’associazione nazionale dei Comuni italiani con la quale è in vigore un protocollo di intesa metterà a disposizione del Governo e del Parlamento una banca dati inserendo voce per voce le spese sostenute dai Comuni per i tribunali invia di soppressione e quelle che sosterrebbero i Comuni dei tribunali superstiti e i necessari studi sulla viabilità locale.
È stato sottolineato anche questa revisione dei tribunali potrebbe correre il rischio di essere dichiarata incostituzionale. Gli avvocati minacciano scioperi che metterebbero ancora più in crisi i processi che già hanno tempi lunghi con cittadini costretti a attendere anche dieci anni per ottenere la sentenza di primo grado in un processo civile. È stata presentata anche una denuncia alla corte dei conti per capire se dalla riorganizzazione invece di un risparmio potrebbe nascere un ulteriore spreco di denaro.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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