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Ancora maleodoranze aziende sotto accusa

Ancora maleodoranze aziende sotto accusa

Ondate di cattivi odori nella notte a San Romano, due esposti di cittadini L’Arpat: «Già eseguiti degli accertamenti, problemi in alcune imprese»

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MONTOPOLI. Un odore intenso, nauseabondo, che ti assale alla gola e t’impedisce di dormire. Un incubo che ritorna, a distanza di decenni dagli anni dell’emergenza per le maleodoranze. Un incubo che sveglia dal sonno San Romano, investita negli ultimi giorni da “ondate” di cattivi odori, come segnalato da alcuni cittadini del paese. Le maleodoranze sarebbero state avvertite soprattutto nelle serate di giovedì e venerdì della scorsa settimana. Impossibile prendere sonno con le finestre aperte, tant’è che qualcuno ha alzato la cornetta per segnalare il problema alle autorità.

Dagli uffici Arpat confermano di aver raccolto due esposti, negli ultimi giorni, da cittadini di San Romano, entrambi per maleodoranze: uno nella giornata di venerdì, da una famiglia residente nella parte montopolese del paese, l’altro raccolto dal comune di San Miniato e quindi inoltrato, ieri mattina, agli uffici dell’Agenzia. Il fenomeno segue di poche settimane un’analoga segnalazione arrivata da Castelfranco, che aveva fatto scattare alcuni controlli da parte degli operatori Arpat, da cui, si scopre, sarebbero emersi problemi di malfunzionamento per impianti o aziende della zona. A dirlo è il dipartimento Arpat di Pisa, che spiega di «aver condotto, fin dalle prime segnalazioni, una serie di accertamenti che hanno fatto emergere problemi per alcune aziende».

«Abbiamo individuato la causa del fenomeno – spiegano –. Stiamo preparando una relazione che sarà messa a disposizione degli enti entro questa settimana. I risultati saranno divulgati nei prossimi giorni». La vicenda, però, riaccende inevitabilmente le polemiche sulla riorganizzazione del servizio Arpat, con il nuovo protocollo di gestione per il centro di telerilevamento di San Romano. «Una riorganizzazione – si legge in una nota del circolo di Rifondazione Comunista di Montopoli – che di fatto ha decretato la fine della presenza e delle azioni di prevenzione. I cittadini ne hanno constatato le conseguenze, subendo le maleodoranze per giorni senza che nessuno sia intervenuto, e senza che ad oggi siano state indicate le responsabilità». Rifondazione punta quindi il dito sul comportamento della giunta e del Pd, «che ci aveva additato come allarmisti e disfattisti, dicendo che loro avrebbero vigilato. Oggi invece, anziché pensare ai cittadini, discutono di come riorganizzarsi le poltrone dopo la sospensione delle Province e il fallimento delle società partecipate».

Giacomo Pelfer

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di Redazione web