Il Tirreno

Pontedera

A soli 15 anni è già un bracconiere: rischia l’arresto

A soli 15 anni è già un bracconiere: rischia l’arresto

Con lui fermati dalla Polizia Provinciale due adulti Avevano appena ucciso un cinghiale a Villamagna

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VOLTERRA. Continua con particolare intensità l’attività di controllo del territorio da parte della Polizia Provinciale, con speciale attenzione alla vigilanza anti-bracconaggio e contro i comportamenti a rischio in termini di sicurezza e incolumità pubblica. Nei giorni scorsi, durante il servizio serale nelle campagne di Volterra, per l’esattezza nella zona della località Villamagna, gli agenti – coadiuvati da alcune guardie venatorie volontarie e al termine di un lungo appostamento, protrattosi fra l’ora della cena e le 23 – hanno colto in flagrante tre uomini, tutti residenti a Pomarance, che avevano con sé un cinghiale abbattuto poco prima (in periodo di divieto assoluto di caccia), oltre a numerose armi, portate in modo illegale.

Si tratta di due adulti, uno di 21 e uno di 23 anni, più un minore, fratello del 23enne, di 15anni.

Nel corso della sua attività di sorveglianza, la pattuglia ha individuato, nella radura di un bosco, alcune persone, di cui una con un fucile imbracciato, le quali – notata a loro volta la presenza di altri e temendo evidentemente si trattasse di polizia (siamo appunto in un periodo di divieto assoluto di caccia) – si sono allontanate velocemente, pensando probabilmente di non essere state viste. Agenti e volontari, invece, trovandosi di fronte a una situazione chiaramente sospetta, hanno dato inizio, come accennato, a un lungo appostamento, durante il quale la sensazione di poca chiarezza è stata accresciuta da rumori di mezzi a motore in movimento e suoni riconducibili ad azioni di carico e scarico di oggetti. Il tutto ha trovato conferma quando, lungo la strada che esce dal bosco sotto osservazione, è comparso un furgone con a bordo delle figure i cui abiti sembravano coincidere con quelli delle persone avvistate precedentemente. In particolare, fermato il veicolo, al suo interno sono stati trovati, nell’abitacolo di guida, i due adulti; nel vano posteriore, lì sistemato dal fratello, il ragazzo minorenne, con indosso il fucile e, accanto, la carcassa del cinghiale abbattuto, oltre a una quantità di armi e strumenti, tra i quali proiettili, un machete e un visore notturno.Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro, mentre per i tre uomini è scattata, appunto una denuncia. Per il minorenne (nel suo caso, ovviamente, la competenza è del Tribunale dei minori), la contestazione è relativa al reato di porto abusivo di armi: rischia l’arresto fino a 13 mesi. Per il fratello maggiore, che aveva affidato al quindicenne fucile, munizioni e tutto il resto, le fattispecie sono due: l’abbandono e l’affidamento incauto di armi (e qui la pena è fino a 2 anni di carcere); e in più, chiaramente, l’esercizio di caccia in periodo di divieto generale (rischia da 3 mesi a 1 anno di carcere, commutabile in una sanzione da 923 a 2.582 euro). Infine, per concorso in questo stesso secondo reato, è stato denunciato anche l’altro adulto.

«Ciò che colpisce – afferma il presidente della Provincia Andrea Pieroni – sono la superficialità e la leggerezza con cui alcuni espongono se stessi e altri (in questo frangente, addirittura un minorenne) a situazioni di forte rischio potenziale. E questo malgrado il verificarsi quotidiano di episodi che richiamano l’attenzione sulla necessità di comportarsi con coscienza e senso di responsabilità».

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