Proteste
Talani, dopo il museo Piaggio c’è Miami
Sabato chiude la mostra-laboratorio dello scultore che ha lavorato con gli studenti pontederesi
PONTEDERA. Dopo New York, Washington, Parigi, Beirut, Berlino, Firenze, Napoli, l’artista toscano di fama internazionale Giampaolo Talani è approdato al Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli” con una sua mostra. Una sequenza di dipinti, sculture in bronzo in cui i concetti di tempo e di spazio si integrano con quelli più vasti e complessi dei linguaggi dell’arte in un susseguirsi di immagini nostalgiche, colori delicati che alludono a figure esili mosse da un vento capace di sovvertire in qualsiasi momento i nostri precari equilibri. Questo modo di percepire e di tradurre la realtà, Talani, l’ha trasmesso con grande passione agli studenti del Liceo Scientifico che hanno frequentato la “sua” bottega d’arte. Una novità assoluta di questa mostra è sicuramente rappresentata dall’esposizione del cartone preparatorio lungo venti metri relativo all’affresco Partenze realizzato nel 2007 per la stazione di S. Maria Novella a Firenze. Abbiamo incontrato l’artista al Museo dove la sua esposizione sta riscuotendo un grande successo e abbiamo parlato del suo lavoro.
In occasione della mostra Bottega Talani ha realizzato un laboratorio con gli studenti delle superiori, che emozioni ha provato nel lavorare insieme ai ragazzi?
«È stata un’esperienza molto bella, perché lavorare con i giovani vuol dire parlare del futuro, del domani, confrontarsi con un’altra generazione. Un altro elemento da sottolineare è quello che il Comune di Pontedera è riuscito ad organizzare una vera scuola d’affresco, un corso che non viene realizzato neppure negli istituti d’arte o all’accademia, luoghi deputati per la ricerca e la didattica dell’arte».
L’evento conclusivo del progetto è stata la mostra al Museo Piaggio che sorge nei luoghi della fabbrica dove è nata la Vespa.
« E’ stato bello che la Fondazione Piaggio mi abbia chiesto di decorare una Vespa, un oggetto simbolo per i ragazzi della mia generazione. La vespa era un’idea di sogno , libertà, avventura ed inoltre la vespa è un simbolo dell’Italia, conosciuta nel mondo».
Un’altra opera che colpisce in questa mostra è il grande cartone preparatorio dell’affresco “Partenze” collocato alla Stazione Santa Maria Novella a Firenze.
«E’ il mio regalo per questa mostra. La tecnica dell’affresco è una tecnica antica, ma che permette di parlare un linguaggio moderno e poi la Toscana e Firenze sono il luogo ideale per realizzare opere di questo genere.
Cosa c’è dopo questa mostra nei progetti di Talani?
«Sono felice del progetto a cui sto lavorando per il porto di Miami, ho presentato un bozzetto per realizzare una statua in bronzo di 20 metri del mio marinaio che potrebbe diventare un altro simbolo della città come per New York lo è la Statua della Libertà. La cosa importante è che se si troveranno i finanziamenti per realizzare l’opera ,questa verrà realizzata in Toscana e poi trasportata in America. Un’ altra anticipazione è che sto lavorando al progetto per collocare una mia statua nella stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia, legata al tema del viaggio.
Come è stata la sua esperienza con i ragazzi del liceo ? «È molto bello lavorare con i giovani . Non è stata una scuola, ma un modo di stare insieme. Quello che hanno fatto non sono segni colorati su pezzi di muro, ma futuro dipinto, il oro futuro sul muro della vita di domani».
La mostra ha avuto ieri un momento importante con Giampaolo Talani che sul ritmo della musica del compositore Lorenzo Pescini, ha realizzato un’opera d’arte.
Scultore di solito di bronzo, e pittore, che invece predilige supporti poveri come le "tavolacce", il 57enne artista di San Vincenzo è noto per il suo lungo lavoro sull'affresco: suo è "Partenze" la grande opera murale di 80 mq che si trova alla stazione di Firenze.
«Un lavoro difficile quello dell'affresco - spiega Talani, grande appassionato di blues e jazz - che non ammette errori né correzioni. E in più una forma d'arte antica e totale che comprende tutti gli elementi: acqua, aria, terra e fuoco, quello della calce, così come il nostro dna e il nostro rapporto con la natura».
La mostra è aperta fino asabato.
Riccardo Ferrucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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