La manifestazione
«Non sono colpevole» L’ex parroco si difende
È stato querelato per una vicenda avvenuta ad Annone Veneto Ma Luca Galleschi ritiene di non avere raggirato le persone che lo accusano
CASCINA. L’ex parroco di San Sisto , Luca Galleschi, 48 anni, originario di Cascina, finito al centro di un’indagine nel Nord Italia, si difende dalle accuse e si dice certo che riuscirà a dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati.
«È stata fornita una rappresentazione dei fatti fuorviante e suggestiva – spiega l’ex sacerdote – non ho preso quei soldi e tutto si chiarirà». Gli avvocati che lo difendono, Luca Giacono e Luca Pappalardo, aggiungono che Galleschi non ha derubato di 200mila euro i due fratelli (che dalla querela risultano parte lesa), «non è stato istituito erede dei due fratelli veneti, non gli è stato intestato alcun immobile), cioè la casa dei due fratelli da cui è partita l’indagine che ha portato al sequestro dei beni di proprietà dei fratelli disabili.
L’ex sacerdote, allontanato dalla chiesa nel 2004, era stato nominato, come spiegano i due avvocati del Foro di Pisa, «mero esecutore testamentario, in quanto i testatori avevano indicato quale unico destinatario dell’intera eredità, casa compresa, una congregazione di suore, con l’onere di devolvere il lascito ad una missione in Africa».
Niente a vantaggio personale, dunque, si difende Galleschi che da alcuni mesi si trova al centro della vicenda giudiziaria.«Com’è noto l’esecutore testamentario, figura di diritto privato disciplinata dal codice civile, ha la precipua funzione di curare che la volontà del testatore venga effettivamente realizzata, ed al termine del proprio operato ha anche l’obbligo di rendiconto ed è quindi cosa ben distinta dall’erede o dal legatario che, viceversa, beneficiano del lascito», tengono ancora a precisare i difensori.
L’inchiesta della Procura presso il tribunale di Venezia non ha niente a che fare con la decisione di allontanare l’ex sacerdote dalla chiesa.
«Galleschi, infatti, non è mai stato destinatario di alcun procedimento penale prima di oggi ed è incensurato», spiegano ancora i difensori.
«Ho la massima fiducia nell’operato della magistratura – spiega lo stesso Galleschi in una breve telefonata – penso che tutto si chiarirà». Galleschi è fiducioso, ribadiscono i difensori, «che già in fase di indagini possa essere accertata la sua totale estraneità a qualsiasi ipotesi di reato».
Non c’è niente di certo rispetto alle accuse, secondo l’ex sacerdote a conoscenza della storia iniziata quando ha saputo, la scorsa primavera, di essere stato querelato.
Monsignor Armando Filippi, parroco di Annone Veneto, con il quale Galleschi ha collobarato senza raccontare i problemi avuti tanto da essere ridotto allo stato laicale, sarebbe stato il primo a rivolgersi ai carabinieri chiedendo di indagare sull’eredità dei due fratelli, un uomo e una donna in cura presso il centro di igiene mentale del paese dove vivono.
Oggi il parroco di Annone però si tira fuori dalla vicenda.
«Non posso parlare – ci risponde al telefono – il vescovo non vuole che si torni su questa storia. Ci sono indagini, non posso dire niente di più di quello che è emerso».
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