Il Tirreno

Pontedera

Dal Brasile a Lisbona in nome di Pontedera

di Emilio Chiorazzo
Dal Brasile a Lisbona in nome di Pontedera

Da Fuori del Ponte al Sud America, con Abito e Lisboa

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PONTEDERA. Dal Brasile al Portogallo, con un unico obiettivo: portare la tradizione del teatro di Pontedera nel mondo.

Il gruppo “capitanato” da Roberto Bacci è appena rientrato da una tourneé. Trionfale, si direbbe, nell’ambiente dello spettacolo. Il festiva di Belo Horizonte, rappresentazioni in piazza, poi a San Paolo, a Salvador de Bahia, per poi volare fino a Lisbona. Tutto, o quasi, nel nome di Pessoa.

E i giornali locali hanno segnalato la presenza della compagnia pontederese con grande risalto. «Abbiamo ricevuto una grande attenzione – spiega il direttore artistico del Teatro Era, Roberto Bacci – e un grande successo di pubblico. In Brasile c’è partecipazione, gli spettatori festeggiano. Per le strade, quando abbiamo rappresentato i nostri lavori, abbiamo avuto anche oltre mille persone che ci seguivano».

E in città dove gli spazi, spesso, non sono pubblici, come da noi in Italia. Lo spiega Anna Stigsgaard, regista di Lisboa, una delle due rappresentazioni pontederesi, portate in giro per il mondo, insieme all’Abito, per la quale Anna cura la regia insieme a Bacci.

«Un’esperienza che ha il potere di trasformarti – racconta la regista – C’è un contatto particolare tra chi fa teatro e gli spettatori, che sono migliaia, ogni volta. E che sono interessati, che vogliono conoscere nuovi orizzonti. Quando siamo tornati a casa ci siamo resi conto di quant’è diverso il clima, quanta meno fame di cultura abbiamo noi europei. E questo, purtroppo si traduce anche in meno speranze». Il segno di un continente in crisi. Ma non è stato così, quando la compagnia ha lavorato, con lo spettacolo Lisboa, nei quartieri e nelle frazioni di Pontedera. «Abbiamo sempre avuto una risposta, seppure in piccolo, alla brasiliana dalla gente dei nostri paesi, E’ stata una esperienza davvero significativo – spiega Anna Stigsgaard – abbiamo cercato di creare situazioni per un nuovo incontro con la gente».

La tournée del teatro Era è durata un mese, diciotto persone, nel gruppo anche i dieci giovani che hanno seguito il corso di formazione teatrale e che recitano in Lisboa, lo spettacolo che Anna Stigsgaard ha dedicato a Fernando Pessoa. A Lisbona, lo hanno rappresentato in centro, partendo dalla casa del poeta portoghese fino ad arrivare alla Brasileira, il locale davanti al quale c’è la statua di Pessoa.

In Portogallo il Teatro Era ha partecipato con lo spettacolo “Abito” al festival di Almada. E qui tornerà a fine mese, il gruppo di attori pontederesi. Ma prima, saranno di scena in Spagna e in Polonia.

Insomma, un gruppo che varca i confini dell’Italia con estrema facilità. E che, al’estero raccoglie consensi e successi.

«Portiamo l’esperienza di Pontedera nei luoghi dove andiamo – spiega Roberto Bacci _ In Brasile, con Cacà Carvalho abbiamo fatto delle conferenze, corsi di formazione, siamo stati in contatto con giovani studiosi brasiliani».

Cacà Carvalho, attore e regista brasiliano, ma cittadino onorario di Pontedera, in Brasile continua tutto l’anno, l’opera che Grotowsky ha lasciato in eredità al Teatro Era e alla sua Fondazione.

«Con il Brasile abbiamo un rapporto che va avanti da oltre vent’anni _ prosegue Bacci _ abbiamo portato in quel paese tutte le nostre rappresentazioni e le nostre esperienze più importanti. Abbiamo una sede a San Paolo e il workcenter Grotowsky sta lavorando in Brasile, in questo momento». Per chi fa questo mestiere è importante il rapporto con la gente e la risposta che da questa arriva.

Uno dei motivi per cui per il prossimo festival del Teatro era, in autunno, la Fondazione ha chiamato al suo fianco alcune associazioni culturali del territorio.

«Sarà – ha spiegato lo stesso Bacci in occasione dell’inaugurazione dell’Anfiteatro, spazio estivo di cui si è arricchito il teatro Era – un festival della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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