Il Tirreno

Pontedera

«Diamo il via alla sperimentazione»

«Diamo il via alla sperimentazione»

Appello di uno dei progettisti del pirogassificatore: è una nuova tecnologia, non dite di no a priori

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO. Non è vero che Facebook è la bacheca dei soli contrari, della sola gente che vuol protestare, delle sole critiche. Prendiamo la questione del pirogassificatore: da mesi il social netowork ospita i malumori e le feroci prese di posizione contro l’impianto della Nse di Empoli e della Waste Recycling di Castelfranco. Sul fronte opposto, però, c’è da segnalare la presenza di un gruppo a favore del pirogassificatore e, soprattutto, a sostegno del suo “inventore”, Enzo Morandi. “I parenti di Enzo Morandi” è appunto il nome del gruppo, di cui è amministratore un giovane ingegnere, Alessandro Burchianti.

«Ho deciso di aprire questo gruppo – afferma Burchianti – per esprimere stima e comprensione nei confronti di Morandi, uno che non farebbe male ad una mosca. Lo conosco bene e sono convinto che se il pirogassificatore fosse realmente dannoso, Enzo non l’avrebbe nemmeno lontanamente pensato».

Burchianti è un libero professionista e come tale ha lavorato dall’esterno alla progettazione del pirogassificatore costruito alla Waste. «Da ingegnere e progettista – si lascia andare Burchianti – lo racconto coi numeri: 4 anni di lavoro, 5 milioni di euro investiti, tanti salti mortali per creare un impianto trasportabile, duemila gradi di temperatura di post-combustione, una vita di lavoro ed esperienza dell'inventore Enzo Morandi, un concetto nuovo, ossia “il rifiuto non è un rifiuto, ma un combustibile”. Combustibile (purtroppo rinnovabile), la cui energia è preziosa, e della quale non se ne deve sprecare neppure un joule. Ora, con la macchina ad un passo dall'accensione, la sperimentazione è stata bloccata da una sentenza del Tar a valle di un ricorso di comitati spontanei. Purtroppo, non ci sono mai stati una vera comunicazione e un vero dialogo con le popolazioni e si è creata una situazione di scontro e di stallo che rischia di degenerare(come ormai in Italia siamo abituati) nel lasciar spegnere e marcire gli investimenti e le attrezzature con tanto lavoro costruite».

Burchianti ha il timore che da Castelfranco si possa fare un regalo alle aziende straniere. «Il peggio – sostiene il giovane ingegnere – è che insieme ai beni materiali si perderà il più prezioso bagaglio di conoscenza, che magari tra qualche anno qualche straniero deciderà di recuperare e di far fruttare. L'auspicio è che si possa instaurare un nuovo clima di dialogo, in cui le aziende partecipatrici forniscano garanzie alla popolazione, monitorando e pubblicando i dati delle emissioni in tempo reale, in cui i comitati spontanei e le forze politiche decidano la loro linea sulla base di fatti e non di numero di adesioni. In cui la popolazione si inserisca attivamente in quello che dovrebbe essere davvero un percorso partecipato. Quello che chiedono i progettisti è che prima di dire no a priori a una tecnologia nuova si possa compiere la sperimentazione di sei mesi programmata, per poter dare alla realtà l'ultima e definitiva parola. Perché una misura vale più di tutte le parole dette e scritte fino ad oggi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web