Il Tirreno

Pontedera

«Sds, modello da salvare»

«Sds, modello da salvare»

L’intervento del presidente della Società della Salute

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PONTEDERA. «In Valdera la Società della Salute, sin dalla sua sperimentazione, si è dimostrata un valore aggiunto all’intero sistema territoriale: ha portato vantaggi a cui è difficile rinunciare. È importante quindi che non venga perso ciò che negli anni è stato con fatica costruito». Simone Millozzi, sindaco di Pontedera e presidente della Sds, interviene sulla questione dei tagli nella sanità. «La Sds – prosegue –

in Valdera, ha cercato di attuare l’integrazione tra i servizi sociali che erano di competenza dei Comuni e quelli sanitari che sono di competenza della Regione attraverso le Asl. Ha omogeneizzato e uniformato, non solo su base zonale ma anche con le altre zone, i percorsi di accesso ai servizi. Oggi esistono regolamenti di accesso alle prestazioni che garantiscono una continuità ospedale-territorio e una gestione unitaria del sociale. Questo ha consentito anche una ottimizzazione dei costi. Abbiamo messo in atto un processo di programmazione integrata e condivisa a livello istituzionale tra i 15 comuni e l’Azienda Sanitaria creando quelle sinergie utili alla crescita del sistema con una forte attenzione ad evitare duplicazioni e sovrapposizioni. È stato costruito negli anni un modo di operare in rete tra i tutti i soggetti interessati che sono ricchezza e patrimonio irrinunciabile di tutta la Valdera che ci ha permesso di affrontare la riduzione delle risorse del Fondo nazionale delle politiche sociali». La Società della Salute della Valdera si è classificata nel 2010 ai primi posti in Toscana dal sistema di valutazione del laboratorio della Scuola Sant’Anna; ha chiuso negli anni, compreso il 2011, il bilancio in pareggio. «La Valdera è capace di reggere la sfida e garantire i servizi essenziali – conclude Millozzi – , in presenza di una grave crisi economica e di una drastica riduzione delle risorse, attraverso una solida attività di programmazione, un’attenta gestione delle risorse comuni, ma anche attraverso economie di scala. Per questo vorremmo confermare il modello organizzativo della Società della Salute, aldilà della forma giuridica, per non perdere quanto finora costruito e per andare avanti e far fronte ai mutati bisogni della popolazione».

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