Proteste
Piazza Trieste senza le auto in sosta diventa... museo
Inaugurata l’area pedonale davanti al commissariato Ora il Comune punta a trasformare l’area del mercato
PONTEDERA. Il cuore di Oltrera torna all’antico. Al termine di un percorso culturale che sta facendo la città, ma soprattutto il quartiere Fuori del Ponte, piazza Trieste torna alle origini. Era - quando si chiamava piazza del Campaccio – dedita al commercio, agli incontri, alla socializzazione. Solo dopo fu trasformata in parcheggio per veicoli. E adesso torna all’antico: è diventata zona pedonale, un’altre fetta di città dedicata all’arte e alla socializzazione. Ieri, il taglio del nastro ufficiale, con tanto di benedizione da parte di don Giulio Giannini, parroco della chiesa di San Giuseppe.
«Questo è uno spazio importante – ha sottolineato il sindaco Simone Millozzi –che fa parte di un progetto assai più ampio di riqualificazione del quartiere».
Un ulteriore tassello di quel disegno che, pochi giorni fa, ha portato all’inaugurazione dell’anfiteatro, spazio all’aperto del teatro Era. E che, sempre in quest’anno, era passata dall’ampia riqualificazione di due strutture industriali dismesse. «La ristrutturazione dell’ex fabbrica del ghiaccio e dell’ex cordificio Billeri, proprio qua dietro – spiega il primo cittadino di Pontedera : ha dato nuovi spazi a questo rione, ha tolto il degrado».
La piazza sarà un’altra fetta di quel museo all’aperto che la città si pregia di essere. Grazie a Giorgio Angeli e allo stesso Fantozzi (sua l’idea delle sedute in marmo tutte intorno alla piazza, che non son altro che dissuasori mobili), hanno trovato posto opere d’arte di due scultori stranieri: le donne di Jim Ritchie (canadese che vive in Toscana) e “volo libero” e “forme di vita” dell’italo americano Michelangelo Rossetto.Quest’ultima è un’opera quasi interattiva: un cerchio, come quello dell’Uomo di Vitruvio, senza la presenza... dell’uomo. E davanti una sedia, in marmo, vuota, dove ognuno si può sedere, vedere il suo mondo, raccontarlo. A fare da legame con il passato, invece, c’è il fontanello, a obelisco. E le piante, tutte in verticale, come i cipressi, a raccontare la secolarità del posto.
«La gente di Oltrera – spiega il presidente della Consulta Nicola Izzo – vuole ringraziare l’amministrazione per aver realizzato le richieste che arrivavano proprio da qui, dai commercianti, dagli operatori economici, dai singoli cittadini. Dalla stessa polizia di Stato che ha qui la sede del commissariato. Adesso questo luogo lo sentiamo più nostro».
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