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Pontedera

L’Asl: «Pronto lo studio sulle leucemie»

MONTOPOLI. Perché in alcune realtà del Valdarno Inferiore, come ad esempio il comune di Montopoli Valdarno, è stata rilevata un’incidenza di casi di leucemia mortale superiore alla media regionale?...

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MONTOPOLI. Perché in alcune realtà del Valdarno Inferiore, come ad esempio il comune di Montopoli Valdarno, è stata rilevata un’incidenza di casi di leucemia mortale superiore alla media regionale? Per rispondere a questo interrogativo, sollevato dalle segnalazioni di alcuni medici, nel 2008 è stata attivata un’indagine condotta da un gruppo di lavoro tecnico scientifico formato da Asl 11, Cnr, Università di Pisa, Ispo Firenze, Arpat, i sindaci di Montopoli e Cerreto Guidi, rappresentanti dei medici di medicina generale e dei pediatri. Il lavoro è durato più di tre anni, un paio di settimane fa è terminata la redazione della relazione conclusiva che verrà presentata ufficialmente alla Conferenza dei sindaci in programma il 30 luglio.

Un dato, però, è già pubblico: lo studio, sebbene abbia consentito di analizzare a fondo il fenomeno e raccogliere elementi utili a sorvegliare la situazione attuale e la sua evoluzione, non ha trovato una risposta alla domanda iniziale. A tutt’oggi, si legge in una nota diffusa dall’Asl, non è possibile determinare le cause dell’incidenza di patologie maligne del sistema emolinfopoietico in quanto appunto non è stata identificata una causa comune tra quelle indagate.

Scopo dello studio promosso dall’Asl era approfondire se nei comuni dell'Asl 11 si fossero verificati eccessi di mortalità e di incidenza per i tumori maligni del sistema emolinfopoietico, e se in quei comuni ci fossero fattori di rischio ambientali. Il lavoro, che ha consentito di rilevare che nel periodo 2004-2008 in particolare si sono registrati a Cerreto Guidi 3 casi in più in media all’anno rispetto alla media toscana e a Montopoli 2 in più, si è concentrato sugli agenti inquinanti che potevano avere una relazione con le patologie prese in considerazione (benzene, elettrosmog, solventi, pesticidi). Si è così definito un profilo sulla situazione pregressa, su quella attuale e sui cambiamenti avvenuti negli anni, mettendo in evidenza una distribuzione eterogenea dei fattori indagati che sono presenti sia nei comuni dove la patologia risulta più diffusa sia in quelli dove il fenomeno non è stato rilevato in eguale misura, facendo escludere così una causa comune ambientale.

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