La manifestazione
Vende ottone per oro, denunciato
Operazione della squadra mobile di Lucca: nei guai un senegalese residente a Santa Croce
SANTA CROCE. Oro di Bologna che diventa rosso dalla vergogna. Un detto popolare usato quando un vile metallo si vuol mettere sullo stesso piano del metallo nobile per eccellenza. Un paragone che calza a pennello con la truffa ideata da un senegalese di 33 anni residente prima a Pontedera e attualmente a Santa Croce. La squadra mobile di Lucca gli ha sequestrato 20 crocifissi, 8 collier e 8 bracciali che voleva smerciare come oro, ma che in realtà erano in ottone placcato. Volgare bigiotteria nascosta all’interno della sua auto. Era riuscito nell’impresa mesi addietro quando all’interno di una stazione di servizio a San Vito aveva rifilato una patacca – un massiccio collier – a un romeno che stava facendo benzina. «Sono a corto di liquidità», aveva detto il senegalese e mostrando la catena in simil oro aveva proposto l’affare: 300 euro cash in cambio di un oggetto prezioso del valore di 1.000 euro. A garanzia aveva mostrato all’ignaro acquirente la patente di guida. Affare fatto e tanti saluti. Ma il giorno dopo quando il romeno erano andato da un gioielliere per far stimare il collier completo di crocifisso era rimasto basito. «Non vale nulla, è bigiotteria» la sentenza dell’esperto. A quel punto era corso in questura per presentare denuncia-querela. La squadra mobile, attraverso la telecamera di sorveglianza della pompa di benzina aveva estrapolato le immagini della targa dell’auto del senegalese denunciato in Piemonte per episodi analoghi a quello accaduto a S. Vito. A quel punto la polizia aveva chiesto e ottenuto dal pm un mandato di perquisizione nell’abitazione del senegalese a Pontedera. Nel frattempo, però, l’immigrato si era trasferito a Santa Croce. L’oro falso si trovava all’interno della macchina dell’extracomunitario. È stata rinvenuta anche una macchinetta di foto digitali di cui c’è il sospetto sia di provenienza furtiva. Il senegalese è stato denunciato per truffa e per detenzione ai fini di vendita di prodotti con sigilli contraffatti. Secondo l’accusa per indurre in errore gli eventuali acquirenti gli oggetti in simil oro avevano in un punto determinato una punzonatura esagonale. Un marchio simile a quello che si trova nell’oro 18 karati.
Luca Tronchetti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
