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Pontedera

La variante scotta e il consiglio rinvia l’approvazione

La variante scotta e il consiglio rinvia l’approvazione

Ancora polemiche per il tendone de La Serra e per la sua trasformazione nell’edificio che ospiterà la Casa del Popolo

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SAN MINIATO. Il proprietario cambia ma il progetto resta. Si tratta di capire chi se ne farà carico. È il punto rimasto in sospeso nella vicenda del tendone de La Serra, realizzato dall’Arci e finito nelle mani del Comune per l’illecito edilizio rilevato nel 2011. La questione è tornata nel consiglio comunale di mercoledì, che ha sancito a maggioranza l’affidamento gratuito al nuovo sodalizio “La Serra Insieme”, che riunisce 5 associazioni del paese, tra cui l’Arci, e 4 persone fisiche. È stata rinviata, invece, l’approvazione della variante per la trasformazione del tendone nell’edificio in muratura che dovrà ospitare la Casa del Popolo. La variante, che ridimensionava il primo progetto del 2004, era stata presentata dai vecchi proprietari proprio per sanare l’illecito. Variante già adottata in consiglio, ma arrivata in approvazione soltanto mercoledì, in uno scenario completamente diverso, con il Comune ormai proprietario diretto della struttura. Da qui le proteste di Pdl e Sel. «La variante era stata adottata in tutta fretta – ha detto Laura Cavallini – e poi abbiamo scoperto il perché. Ora viene riproposta, identica, con la differenza che adesso l’edificio lo dovrà realizzare il Comune. I vecchi proprietari hanno vinto un terno al lotto: dopo aver fatto un abuso non solo torneranno lì a fare le stesse cose, ma addirittura i lavori li farà il Comune». L’assessore Mariateresa Piampiani ha quindi deciso di rinviare il punto per approfondirlo. È andato in porto, invece, l’affidamento all’associazione “La Serra Insieme”. La “new society” l’ha definita il capogruppo Pdl Roberto Ferraro, «nata appositamente – ha detto – per fare in modo che il tendone non andasse ad altre associazioni. Sono stati fatti sondaggi solo fra quelle de La Serra, senza chiedere niente, ad esempio, alla vicina Ponte a Egola. Nella convenzione si dice che il Comune può richiedere il tendone per proprie iniziative o per le scuole, ma non può chiederlo per darlo ad altri, pur essendone il proprietario. Tutte le associazioni del nuovo sodalizio, poi, guarda caso, hanno sede alla Casa del Popolo. Perché non è stato fatto un bando? Questa convenzione è un atto di arroganza». Il capogruppo Pd Simone Giglioli ha ricordato che fu la maggioranza a votare l’utilità pubblica della struttura evitando la demolizione: «Fosse stato per voi il tendone non c’era più. Poi non venite a darci lezioni sulle frazioni». «La nostra volontà – ha aggiunto Francesco Lupi – è stata di rimettere la struttura nella disponibilità del paese, allargando però la base con una nuova associazione che coinvolge tutte le realtà della frazione».

Giacomo Pelfer

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