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Preoccupazioni dall’indotto Ristori, a gennaio le decisioni

Preoccupazioni dall’indotto Ristori, a gennaio le decisioni

PONTEDERA. «Se a gennaio la situazione non cambierà saremo costretti a ridimensionare drasticamente la nostra attività». Non usa grossi giri di parole Enza Marmeggi, amministratore delegato di...

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PONTEDERA. «Se a gennaio la situazione non cambierà saremo costretti a ridimensionare drasticamente la nostra attività».

Non usa grossi giri di parole Enza Marmeggi, amministratore delegato di Officine Ristori a Montecalvoli, uno dei fornitori più importanti del gruppo Piaggio della Valdera.

Da una settimana nell’azienda si fa cassa integrazione.

«E il problema è che non sappiamo fino a quando durerà», aggiunge in maniera sconsolata.

Officine Ristori ha 173 dipendenti e realizza parti di carrozzeria per i veicoli Piaggio, ma anche Aprilia e Guzzi.

Un fatturato composto al 95% dalla fornitura per il gruppo presieduto da Roberto Colaninno, il quale ha annunciato la necessità di rallentare la produzione per smaltire le scorte di magazzino, confermando gli investimenti per lo stabilimento di Pontedera. Questo si tradurrà, verosimilmente, in cassa integrazione per un periodo abbastanza prolungato alla ripresa dopo la pausa estiva che quest’anno durerà dal 17 luglio al 27 agosto. Per l’indotto, però, questo scenario rappresenta un problema molto serio.

«Non ci siamo mai dovuti fermare in questo periodo – riprende l’amministratrice aziendale, Marmeggi – anzi, questa fase dell’anno è sempre stata quella di maggior produzione per noi. Fermarsi adesso è un dramma che non sappiamo cosa ci porterà».

L’amministratore delegato di Officine Meccaniche dice che la sua azienda «per quest’anno sopperirà con la cassa integrazione alla mancanza di nuove commesse. Ma da gennaio si potrebbero aprire scenari molto difficili, se non ci sarà una ventata d’aria nuova.

Si teme soprattutto per una pausa troppo prolungata della produzione di Piaggio che si trasformerebbe in uno tsunami per l’indotto, già provato da mesi di grosse difficoltà.

«Nel 2011 abbiamo retto abbastanza bene – dice – ma il 2012 è cominciato al rallentatore per poi fermarsi completamente nell’ultimo periodo». Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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