Il Tirreno

Pontedera

Nasce una nuova casa per i disabili

Nasce una nuova casa per i disabili

Il centro diurno sarà realizzato a ridosso di via Fantozzi: in autunno la prima pietra

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PONTEDERA. Una nuova sede per il centro diurno sta per nascere nell’area socio-sanitaria a ridosso di via Fantozzi. A ottobre sarà posta la prima pietra e per la fine del 2013 è prevista l’inaugurazione dell’Aquilone, struttura predisposta per ospitare 20 disabili. All’interno anche mattonelle con rilievi speciali per chi ha problemi di vista che indicano il percorso da effettuare calpestandole. Si tratta di un’operazione cominciata con la precedente amministrazione comunale che, dopo un lungo confronto con i genitori delle persone assistite e con l’Asl, è giunta a compimento. Il costo della realizzazione è di 3,6 milioni di euro investiti dalla cooperativa Agape, che si è aggiudicata il bando, ottenendone anche la gestione per nove anni. Il Comune di Pontedera contribuirà con 100mila euro all’anno per la durata della convenzione, mentre dalla Regione Toscana giungeranno 300mila euro per la costruzione. Si tratta di un edificio a un piano progettato dall’architetto Pierguido Pini da 500 metri quadrati coperti e un giardino con parcheggio per le auto da duemila metri quadrati. Sostituirà l’attuale centro diurno, situato nella zona del mercato settimanale e sarà un punto di riferimento anche per gli altri tre centri diurni della Valdera, quelli di Ponsacco, Santa Maria a Monte e Soiana.

«Pontedera continua a effettuare operazioni di miglioramento delle strutture – ha detto il sindaco Simone Millozzi – Del resto, interventi di questo tipo offrono risposte a categorie che non hanno poteri forti alle spalle, in un contesto di tagli alla Società della salute per 1,6 milioni di euro che avrebbero potuto mettere in crisi l’intero sistema. Mi sarebbe piaciuto vedere levate di scudi per i tagli al sociale e non solo per interventi che il comune ha dovuto mettere in pratica andando a colpire categorie con un potere maggiore dei disabili e delle loro famiglie». «Quest’opera è il frutto di una concertazione importante tra noi e le istituzioni – ha detto Alfonso Di Sandro, uno dei genitori che fanno parte della consulta che segue le problematiche dei frequentatori dei centri diurni e che partecipa a un tavolo istituzionale coi responsabili dei vari comuni – Il passo successivo sarà quello di provare a creare le basi per la nascita di centri che assistano i nostri figli anche quando noi non ci saremo più». Agape, secondo Roberto Lorenzini, membro del consiglio d’amministrazione della cooperativa, «è riuscita a investire in un progetto di questo tipo, nonostante i tagli alla spesa messi in pratica in questi anni. Ora la sfida è quella di mantenere alta la qualità dei servizi»

Andreas Quirici

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