Proteste
Il silenzio sul Museo della conceria
Ritardi nell’ultimazione, problemi dovuti a un certificato di prevenzione incendi e incuria: la struttura torna nel mirino
SANTA CROCE.
Il Museo della Conceria torna nel mirino. I ritardi nell’ultimazione, il degrado, e i problemi della struttura, più volte sono stati denunciati, dalle colonne de Tirreno, nel corso degli anni. Adesso tornano a galla, con una interrogazione politica, che porta la firma di Irene Storti, consigliere di opposizione a Santa Croce sull’Arno. «Ben 2 anni di mutismi alternati a false promesse dell’amministrazione su programmi di ultimazione e progetti per il Museo della Conceria – un tempo del Cuoio - patrimonio immobiliare pubblico scoperto simile a un cimitero, che oggi versa condizioni indegne».
Il museo della Conceria, secondo la Storti, capogruppo della Lega Nord Toscana sono milioni di euro «gettati alle ortiche» che avrebbero potuto essere utilizzati per altri scopi, come mantenere in modo decoroso e civile la zona industriale, «rifacendo le strade piene di buche oggi virtualmente sistemate apponendo su un cartello un altro cartello che reca la scritta “attenzione , strada dissestata moderare la velocità”». Le richieste di documentazione da parte della stessa Storti non si contano più ma le risposte sono state «volutamente inconsistenti»: gli assessori Gisfredi ai Lavori pubblici, e Bucci alla Cultura «dileguati, così anche il dirigente ai Lavori pubblici. Parla solo il sindaco Ciaponi». L’amministrazione inizi «col ripulire bene l’edificio fuori e dentro e chiarisca come mai per ottenere il certificato prevenzione incendi dobbiamo spendere denaro non preventivato se le normative dal tempo dell’approvazione del progetto non pare siano cambiate. Dia, una data certa dell’ultimazione dei lavori ed i progetti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
