Il Tirreno

Pontedera

Il pomarancino e l’astrolabio

di Gianni Bianchi
Il pomarancino e l’astrolabio

Il museo Galileo di Firenze ospita lo strumento cinquecentesco di Santucci

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POMARANCE. Nella terza sala del Museo Galileo a Firenze campeggia una sorta di enorme mappamondo decorato, costituito da una serie di cerchi concentrici che si intersecano tra loro nei modi più vari. L’oggetto misterioso è un astrolabio sferico di fine ‘500 - “macchina universale” del mondo secondo le concezioni elaborate da Aristotele e perfezionate da Tolomeo, - venne ideato da Antonio Santucci, di famiglia sì fiorentina, ma nato a Pomarance, in data ignota.

Così come questo illustre concittadino nato nella terra dei soffioni è sconosciuto ai più. Di lui solo qualche riferimento che arriva dal web e che lo colloca poco dopo la metà del XVI secolo, morto pare a inizi ‘600 in luogo sconosciuto.

Siamo in epoca di coltelli, pittura, poesia e scienza. Coetanei, o quanto meno appartenenti a generazioni molto vicine furono Caravaggio, William Shakespeare, Cervantes, Galileo Galilei.

A tali nomi, talvolta la gente ignora o dimentica, si affiancano spesso personaggi non meno interessanti sebbene quasi sconosciuti. Questo è il caso di Antonio Santucci.

Professione: lettore di matematica all’Università di Pisa, cosmografo, studioso cioè di cieli stellati per conto di Ferdinando I e del successivo Cosimo II de’Medici.

Tra le sue opere un trattato sugli strumenti matematici e topografici conservati nella Guardaroba Medicea, composto nel 1593 su incarico del Granduca Ferdinando I, un Trattato delle comete nel quale sosteneva giustamente che queste non erano, come voleva la scienza dell'epoca, dei fenomeni atmosferici bensì dei fenomeni celesti, nonché un breve discorso sopra il trattato galileiano sulle galleggianti (che si conserva manoscritto nella Biblioteca nazionale Centrale di Firenze).

Celebri poi le sue monumentali sfere armillari (da “armilla”, cerchio, in latino, anche detta “astrolabio sferico”, veniva usata per dimostrare il movimento delle stelle attorno al globo terrestre): quella eseguita nel 1582 per il Re di Spagna Filippo II, oggi all'Escorial di Madrid; e quella costruita tra il 1588 e il 1593 per la Sala delle Matematiche degli Uffizi, un capolavoro di metallo e legno dorato del diametro di due metri oggi conservata al Museo Galileo. Che racchiude anche un po’ di Pomarance tra i suoi tesori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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