Gioco
Ospita una famiglia di terremotati, ma deve pagare la tassa di soggiorno
La protesta di un affittacamere di Pontedera
di Francesca Suggi
PONTEDERA. Cara solidarietà. Potrebbe cominciare così la piccola storia di ospitalità offerta da un affittacemere di Pontedera a una famiglia di terremotati di Ravarino, paese in provincia di Modena colpito e danneggiato dal maxi terremoto dei mesi scorsi.
Due settimane, 5 persone, alloggio gratuito messo a disposizione per non far cessare il lavoro di Angiolo, il padre, impegnato in quei giorni a Pontedera con la sua ditta per un intervento a un capannone davanti alla fornace Braccini. Quindici giorni “di cuore” che, comunque, non scappano alla tassa di soggiorno imposta dal Comune di Pontedera.
«Non è per l’importo pagato – dicono i titolari dell’affittacamere il Chiesino in via Salvo D’Acquisto – quanto ci sembra un assurdo che l’amministrazione pretenda l’imposta anche quando si aiuta qualcuno».
Niente cifre milionarie, ovviamente. Per due adulti e tre figli, di cui due minorenni, sono andati 15 euro nelle casse comunali.
L’amarezza si conficca nel metodo. È direttamente Mauro, che insieme alla moglie Orietta gestiscono la struttura, a raccontare l’incontro casuale con la famiglia di Ravarino. E la scelta di mettersi a disposizione. «Quando c'è stata la prima scossa di terremoto in Emilia per caso avevamo alloggiato una ditta del luogo, e un operaio aveva deciso di sospendere il lavoro e tornare a casa per stare vicino alla famiglia . Per non fargli perdere delle giornate di lavoro mi sono offerto ad ospitare gratuitamente la sua famiglia fino alla fine del lavoro».
E si arriva al momento del conteggio e dei soldi da dare all’amministrazione.
«Oggi facendo il riepilogo trimestrale per il pagamento della tassa di soggiorno ho dovuto pagare l’imposta anche per loro, la cosa non mi ha creato disturbo perché si trattava di aiutare persone in difficoltà. Ma il fatto che il Comune pretenda una tassa anche in questi casi ha dell'assurdo, e la cosa peggiore è che ho chiesto ben due volte un incontro con il sindaco (l'ultima il 14 giugno la richiesta è scritta e protocollata ). Anche per fargli presente questa anomalia ma a tuttora non ho avuto alcuna risposta», continua.
La famiglia per due settimana ha avuto a disposizione un appartamento con cucina da parte della struttura il Chiesino.
«In questo modo abbiamo dato loro la possibilità di gestirsi come fossero a casa. In questi giorni voglio chiamarli per sentire come è la situazione», aggiunge. Ovviamente dalla provincia di Modena la riconoscenza è totale.
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