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La scure dei tagli mette in pericolo il contributo affitti

La scure dei tagli mette in pericolo il contributo affitti

L’assessore Paola Baglini teme nuovi tagli alle spese Intanto arrivano 6 milioni e 400mila di introiti dell’Imu

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CASCINA. Un vero e proprio grido d’allarme arriva dall’assessore al bilancio del Comune di Cascina, Paola Baglini.

Mentre a Roma si parla di spending review, ovvero di abbattimento dei costi di gestione della macchina pubblica, la mannaia dei tagli minaccia da vicino anche gli abitanti della città del mobile. Già, perché «la manovra di Monti prevede riduzioni molto importanti per quanto riguarda i trasferimenti alle Regioni», sottolinea l’assessore.

Questo costringe gli enti locali a stare sul chi va là, visto che – tanto per fare un esempio – Cascina riceve da Firenze circa 280mila euro per i contributi degli affitti, a cui si sommano i 90mila messi direttamente sul piatto da corso Matteotti.

«Fino a questo momento i soldi dalla Regione sono sempre arrivati, anche se quelli di quest’anno non sono ancora stati stanziati. Però, con le decurtazioni in programma, non sappiamo se il prossimo anno la Regione potrà aiutarci ancora. E da soli non possiamo farcela: quella di Monti è una dieta forzosa a un paziente che già soffre di anoressia, coi bilanci dei Comuni che sono all’osso. Possiamo risparmiare sulla carta, sulle penne, sui computer; ma all’interno della voce che riguarda la spesa corrente, ci sono anche gli stipendi ai dipendenti».

La scure ha già costretto il municipio cascinese a stringere la cinghia di circa 1 milione per la spesa corrente a questa tornata di bilancio; e le ipotesi parlano di ulteriori 400mila euro che mancheranno all’appello in futuro. Dati confortanti arrivano invece dal gettito Imu, che – almeno a Cascina – ha scongiurato le voci allarmistiche filtrate nei giorni scorsi da Bientina e Pontedera. «Avevamo previsto circa 6 milioni e 400mila euro di introiti dall’Imu», continua la riflessione Baglini.

«E, alla scadenza della prima rata, i dati e le tabelle che abbiamo a disposizione ci parlano di 3 milioni e 100mila euro». Dunque, tutto nella norma. Anzi.

«Siamo riusciti a cogliere nel segno, anche se abbiamo dovuto muoverci in un orizzonte normativo molto stringente, lasciando le aliquote di base. Cioè 0,4permille e 7,6 permille».

Jacopo Paganelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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