Il dolore
Capannoli, notte bianca con le spose anni Sessanta
Iniziativa organizzata dai commercianti per valorizzare le attività del paese Per una sera via libera alla fantasia senza le auto nella strada principale
CAPANNOLI. Bilancio davvero invidiabile per la notte bianca capannolese, giunta ormai alla quarta edizione. Un gran galà del commercio, come lo definisce il sindaco, Filippo Fatticcioni, che ha permesso ai commercianti di esporre la merce davanti ai negozi fra musica, tanta gente, buon vino e allegria. Chiusa, per l’occasione, l’arteria principale del paese che arriva fino a Volterra; e, al posto della automobili, l’apericena in piazza Garibaldi, e moltissimi avventori a tavola, intrattenuta dai vari complessi musicali e dalle sfilate dei figuranti travestiti da sposi. Già, perché il tema principale era proprio quello di un grande revival del matrimonio anni Sessanta; un amarcord degli anni del boom economico, della Vespa e delle Cinquecento. Tantissime quelle esposte – a cura del distaccamento di Capannoli del club Cinquecento - insieme alle spose, che hanno dato vita a una parata per le strade del paese. In piazza del Popolo la palestra “My life” ha messo su una dimostrazione dei corsi di zumba, “body bump”, step, pilates, fit boxe e spinning posturale presentata da Gabriele Volterrani. Nella zona semaforo il torneo di calciobalilla del gruppo “Fantagiocando”. Per i più grandi, in via Niccolini, lo spettacolo di stornelli e canto popolare. «La fatica più grande è stata la chiusura della strada», entra nel merito Fatticcioni, stilando il bilancio della kermesse. «Le presenze sono ammontate a circa cinquemila persone», rileva soddisfatto. «La cosa più bella è che si è trattato di un’iniziativa organizzata in prima istanza dall’associazione dei commercianti, a cui solo dopo l’amministrazione comunale ha offerto il patrocinio. Il costo, per noi, è stato praticamente zero». Mentre i benefici i sono stati più di uno. «Intanto le persone sono scese in strada, e si sono potute riappropriare degli spazi che di solito sono loro preclusi». E, inoltre, c’è tutto il versante della visibilità per gli esercenti, che di questi tempi non è certo poca cosa. «Se in genere fra le comunità di Santo Pietro e di Capannoli c’è una certa rivalità, questa volta l’unione non è mancata, coi santopietrini che ci hanno aiutati in tutto e per tutto nell’allestimento».
Jacopo Paganelli
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