Il dolore
L’intuizione del Dramma popolare
Nella città della Rocca la Cei s’interroga su teatro e sacro
SAN MINIATO. «Il Dramma nacque da un’intuizione fondamentale: ovvero che attraverso la rappresentazione teatrale un popolo potesse sentirsi interrogato sul senso profondo della vita in maniera cristiana, per incontrare così colui che è via, vita e verità». Così il vescovo di San Miniato Fausto Tardelli nella relazione d’introduzione ai lavori del convegno Cei “Il teatro e l’esperienza del sacro”, che si è aperto ieri nella città della Rocca. Che aggiunge: «Quell’intuizione è valida anche oggi. Viviamo in un tempo per certi versi simile a quello del dopoguerra. È infatti urgente una ricostruzione non solo economica, ma culturale, sociale e spirituale dell’uomo».
L’apertura dei lavori è stata dedicata ai saluti delle istituzioni. Antonio Guicciardini Salini, presidente Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato, si è rivolto ai convegnisti dando loro il benvenuto «nella capitale italiana del teatro dello spirito». Anche Alessandro Bandini, presidente Carismi, ha ringraziato i presenti affermando pieno sostegno alle iniziative culturali in San Miniato. Il sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini, ha sottolineato la volontà del Comune di sostenere «sempre le iniziative culturali anche in un contesto davvero molto complicato per l’esiguità delle risorse disponibili». Presente anche il presidente della Provincia Andrea Pieroni. Mentre il presidente del Dramma, Marzio Gabbanini si dice «onorato di questa collaborazione con Federgat, sperando che questa apra nuove orizzonti e partenariati in futuro».
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